Spider-Man: Homecoming di Jon Watts (2017)

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DATA USCITA: 06 luglio 2017
GENERE: Azione, Fantasy
ANNO: 2017
REGIA: Jon Watts
SOGGETTO: Stan Lee, Steve Ditko (fumetto)
Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley (storia)
SCENEGGIATURA: Jonathan M. Goldstein, John Francis Daley, Jon Watts, Christopher Ford, Chris McKenna, Erik Sommers
ATTORI: Tom Holland, Marisa Tomei, Robert Downey Jr., Donald Glover, Jon Favreau, Zendaya, Martin Starr, Michael Keaton, Gwyneth Paltrow, Garcelle Beauvais, Logan Marshall-Green, Angourie Rice, Stan Lee, Hannibal Buress, Tony Revolori, Bokeem Woodbine
PAESE: USA
DURATA: 130 Min
FORMATO: 2D e 3D
DISTRIBUZIONE: Warner Bros.

TRAMA:  il giovane Peter Parker (Tom Holland) è stanco dell’eroismo “da quartiere” e sente il bisogno di dimostrare il suo vero potenziale, non soltanto alle persone che seguono le gesta dell’Uomo Ragno su Youtube, ma anche e soprattutto al mentore Tony Stark. Da quando ha acquisito incredibili abilità fisiche e riflessi di ragno, Peter è passato dall’essere un adolescente ordinario, alle prese con i compiti e la scuola, gli amici invadenti, i bulli, le prime cotte, lo sguardo vigile di zia May (Marisa Tomei), a vestire i panni dell’eroe novello, lanciandosi in missioni pericolose contro avversari spietati e pieni di rancore. Fino a quando un nemico sconosciuto di nome Avvoltoio (Michael Keaton) non minaccia la sua famiglia e i suoi affetti. Allora Spider-Man dovrà mettere da parte l’imprudenza e l’entusiasmo del ragazzino e diventare un eroe adulto e capace.


La giusta Timeline 

Il Marvel Cinematic Universe sa essere molto confusionario, per cui facciamo chiarezza: l’inizio è ambientato a New York, dopo la battaglia tra Avengers e Chetauri, in cui la Stark Tower viene distrutta. Successivamente c’è un salto temporale di 8 anni, in cui Spider-Man è reduce dal conflitto di Capitan America: Civil War.
Questo collocherebbe il film nel 2020, invece che nel 2016 (3 mesi dopo lo scontro in Civil War). L’aggiustamento temporale è servito a far incastrare la presenza di un giovane Peter Parker in Iron-Man 2. Il MCU ha infatti dichiarato che il bambino con la maschera di Iron-Man che compare nel film è un giovanissimo Spider-Man di 6 anni.

Spider-Man: Homecoming è la pellicola numero 4 della Fase Tre del MCU, iniziata con Captain America: Civil War e che si concluderà nel 2019 con un film sugli Avengers, ancora senza titolo.


Il Terzo Spiderman

Peter Parker: Spider-Man is not a party trick!

Nuovissima versione, totalmente staccata dalle precedenti, per L’Uomo Ragno. La terza, dopo quelle interpretate da Tobey Maguire e Andrew Garfield.
Tom Holland è uno Spiderman più giovanile, al passo coi tempi e dell’età giusta.
Il problema principale dei suoi precedenti colleghi è che non sembrano liceali (e non si comportano come tali).
Tobey Maguire è stato, senza ombra di dubbio, uno Spiderman eccezionale, complice anche la bravura del regista Sam Raimi, ma forse fin troppo lontano dallo spirito Marvel, colorato, giovane e allegro. Lo Spiderman di Raimi assomiglia più a un film autoriale che a un cinecomic.
Andrew Garfield si è ritrovato in un ruolo che non gli si addice, invischiato in una sceneggiatura debole. Per non parlare poi del sequel.
Il terzo Spiderman sembra quindi essere il più vicino all’idea originale, più fedele ai fumetti, ma con un occhio di riguardo per i nostri tempi, aggiungendo particolari moderni, come i vlog e YouTube.

Mi sono particolarmente piaciuti i riferimenti che il regista Jon Watts fa alle pellicole di Raimi.

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L’ombra di Tony Stark

Nel film non assisteremo alla morte di zio Ben, non vedremo gli Osborn e non ci sarà una fragile rossa da salvare in continuazione. Questo è lo Spidey degli inizi: incerto, imbranato e desideroso di diventare qualcuno. Siccome è un ragazzino ha bisogno di un appoggio, di un mentore. Viene in suo aiuto Tony Stark (aka Iron-Man), particolarmente protettivo nei suoi confronti. Robert Downey Junior nel film c’è e si vede. Onnipresente, anche quando non è in scena, perché nominato molto spesso. Sembra quasi che il film si debba intitolare “Iron-Man accompagna Spider-Man”. Ben introdotto nella storia, ma mal gestito a livelli di sceneggiatura.

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Michael Keaton: Batman, Birdman e ora Avvoltoio

Il neo più grosso della Marvel è il non aver avuto grandi villain recentemente. In questo Michael Keaton si è rivelato vincente. Un bravissimo attore che ha saputo valorizzare al meglio il personaggio de l’Avvoltoio. C’era il rischio che passasse come l’ennesimo cattivone in costume che le spara grosse, ma che poi basta poco per mandare giù. L’Avvoltoio di Keaton, invece, è un super villain, accattivante e sufficientemente malvagio. Che abbia preso lezioni sul set di Batman? Infatti l’attore ha interpretato lo storico personaggio della DC, diretto da Tim Burton, nel 1989.
Ironia della sorte il suo personaggio in Birdman è un attore fallito, diventato famoso grazie al suo eroe alato, costume che ricorda molto quello de l’Avvoltoio.

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Un cast multiculturale e anticonvenzionale 

Molto gradita la scelta di un cast che non si basasse sui film precedenti. Il figo della scuola è Tony Revolori, già visto in Gran Budapest Hotel, qui interpreta il bulletto che fa il DJ alle feste e partecipa al Decathlon scolastico. Non il solito biondino muscoloso di turno. Diciamo che l’antipatia non ha etnie, ecco.
Il simpaticissimo (e nerdissimo) miglior amico di Peter è un cicciottello filippino.
Le ragazze non sono convenzionali e hanno una specifica personalità. Interessante il personaggio di Michelle (Zendaya), chiamata MJ, per cui ci si aspetta qualcosa di più per il sequel.
Zia May, questa volta, è una giovane donna intraprendente, simpatica e alla mano, interpretata dalla brava Marisa Tomei.

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Per concludere

Il miglior cinecomic su Spider-Man mai realizzato, più fedele ai fumetti, senza nulla togliere alla trilogia di Sam Raimi, ma questo genere di pellicola rispecchia molto di più la filosofia Marvel.
Il film risulta fresco, giovane e molto scorrevole. Non ci sono scene in cui la situazione si presenta “bloccata”.
Michael Keaton regala il miglior villain Marvel mai visto sugli schermi.

Voto: 8+

Grazie della lettura, alla prossima!

Martina V.

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