*Libri e Psicologia* 10 Titoli per chi vuole approfondire il lato oscuro della mente (Parte prima)

Vorrei inaugurare una nuova rubrica: Libri e Psicologia.
Alcuni libri saranno delle testimonianze, magari da leggere per sentirsi più compresi; altri saranno delle vere e proprie storie, tristi o felici che siano.

Oggi vi fornisco 5 titoli di romanzi che trattano l’argomento psiche.

E ricordate: i libri fanno sentire meno soli.


“Molto Forte, Incredibilmente Vicino” di Jonathan Safran Foer.

Quarta di copertina: A New York un ragazzino riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: “C’è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo”. È l’11 settembre 2001. Tra le cose del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: a questi due elementi si aggrappa per riallacciare il rapporto troncato e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black: un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all’enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. E sarà soprattutto l’incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita.

Il protagonista è Oskar, un bambino di nove anni auto proclamatosi inventore, appassionato di collezioni e scienza. Ha un carattere particolare, ha difficoltà a relazionarsi con gli altri, ha pochi amici e si rifugia nel suo mondo di invenzioni. Dopo la tragica morte del padre, Thomas Schell, sviluppa autolesionismo e varie fobie per il mondo esterno. Quando Oskar si avventurerà nel mondo esterno dovrà infatti fare i conti con la paura per i ponti, per i grattacieli, gli aerei, le malattie e le altre persone.


“L’Orlo Argenteo delle Nuvole” di Matthew Quick.

In seguito all’adattamento cinematografico è stato ristampato con il titolo Il Lato Positivo.

Quarta di copertina: Pat Peoples è convinto che la sua vita sia un film prodotto da Dio. La sua missione: diventare fisicamente tonico ed emotivamente stabile. L’inevitabile happy end: il ricongiungimento con la moglie Nikki. Questo ha elaborato Pat durante il periodo nel ‘postaccio’, la clinica psichiatrica dove ha trascorso un tempo che non ricorda, ma che deve essere stato piuttosto lungo… Infatti, ora che è tornato a casa, molte cose sembrano cambiate: i suoi vecchi amici sono tutti sposati, gli Eagles di Philadelphia hanno un nuovo stadio ma, soprattutto, nessuno gli parla più di Nikki, e anche le foto del loro matrimonio sono scomparse dal salotto. Dov’è finita Nikki? Come poterla contattare, chiedere scusa per le cose terribili che le ha detto l’ultima volta che l’ha vista? E come riempire quel buco nero tra la litigata con lei e il ricovero nel postaccio? E, in particolare, qual è la verità? Quella che ti fa soffrire fino a diventare pazzo, o quella di un adorabile ex depresso affetto da amnesie ma colmo di coraggiosa positività? Pat guarda il suo mondo con sguardo incantato, cogliendone solo il bello, e anche se tutto è confuso, trabocca di squinternato ottimismo, fino all’imprevedibile finale.

Il protagonista, Pat Solitano, ha perso tutto: la moglie, la casa e il lavoro. Torna così a vivere con i genitori, dopo aver passato otto mesi in un istituto psichiatrico poiché affetto da disturbo bipolare, emerso dopo aver sorpreso la moglie fedifraga. Nonostante le difficoltà, è determinato a ricostruire la propria vita e a riconquistare la moglie. Pat incontra Tiffany, una misteriosa e problematica giovane donna, che in seguito alla morte del marito si è data alla promiscuità. Tiffany si offre di aiutare Pat, l’unica persona che ha rifiutato di fare sesso con lei e le ha dimostrato amicizia, a riconquistare la moglie consegnandole una lettera, ma solo se lui in cambio farà qualcosa di veramente importante per lei: partecipare con lei a una gara di ballo.


“Veronika decide di morire” di Paulo Coelho.

Quarta di copertina: Il giorno 11 novembre del 1997 Veronika, ventiquattro anni, slovena, capisce di non voler più vivere e assume una forte dose di sonniferi. Salvata per caso, si risveglia tra le mura dell’ospedale psichiatrico di Villete, con il cuore stanco e sofferente per il veleno che lei gli ha somministrato. In pochi oiorni a Villete Veronika scopre un universo di cui non sospettava l’esistenza. Conosce Mari, Zedka, Eduard, persone che la gente “normale” considera folli, e soprattutto incontra il dottor Igor, che attraverso una serie di colloqui cerca di eliminare dall’organismo di Veronika l’Amargura, l’Amarezza che la intossica privandola del desiderio di vivere. Veronika spalanca così le porte di un nuovo mondo, un mondo che, attraversato con la consapevolezza della morte, la spinge, sorprendentemente, alla consapevolezza della vita. Fino alla conquista del dono più prezioso: sapere vivere ogni giorno come un miracolo.

In questo romanzo, nella storia della giovane Veronika, Paulo Coelho riversa la sua personale esperienza, i ricordi di tre anni consecutivi di ricovero in un ospedale psichiatrico, dove lo scrittore venne rinchiuso solo perché considerato “diverso”. Prima di acquisire una notorietà internazionale e divenire un autore di best-seller mondiali, ha dovuto superare molti ostacoli. Durante l’adolescenza, ha subito la terapia degli elettroshock: accadde quando, tra il 1966 e il 1968, i genitori lo fecero ricoverare per tre volte in un ospedale psichiatrico, reputando un segno di pazzia il suo atteggiamento ribelle.


“Panico” di Lydia Flem.

Quarta di copertina: Esistono istanti in cui scompare la percezione di esistere, in cui tutto esplode, in cui niente ci permette di rimanere in piedi. È la crisi di panico, il momento buio di ogni esistenza, un’esperienza terrificante che molti essere umani conoscono ma che sembra quasi impossibile da raccontare.

In questo breve, violento, lucido, spietato scritto, la psicologa, e nota scrittrice, belga ci narra minuto per minuto, nei minimi e drammatici particolari, cosa avviene nella mente e nel corpo di una donna in preda a una di queste terribili crisi di panico. Sono istanti in cui non esistono più sentimenti, perché il panico riempie tutto. E non è soltanto la gola che si stringe, il respiro che si ferma, l’asfissia che arriva, è un inabissarsi di tutto il proprio essere, la sensazione di una morte imminente.

Potete trovare un mio scritto a riguardo qui.


“La Casa dei Naufraghi” di Guillermo Rosales.

Quarta di copertina: “Sono scappato dall’isola e da tutto ciò che le appartiene. Non sono un esiliato politico. Sono un esiliato totale.” William Figueras è un uomo in fuga. Dalla cultura, dalla musica, dalla letteratura, dalla televisione, dalla storia e dalla filosofia di Cuba. È arrivato a Miami con in tasca nient’altro che le edizioni rilegate dei Romantici inglesi e l’illusione, coltivata al buio della sua mente, che nella Grande America riuscirà a scrivere senza paura delle persecuzioni. Ma William è malato di nervi e dopo il confino le voci che sente rimbombano forte nella testa. Talmente tanto che la zia che lo ospita deve arrendersi: “Non si poteva fare di più, lui avrebbe capito”. La casa in cui viene deportato è una clinica ai limiti della realtà, un rifugio disumano dalle atmosfere asfissianti in cui i matti sono vittime condannate a una quotidianità primitiva. Non c’è salvezza, via di scampo, anche se la libertà urla al di là di quelle porte. Un giorno la pallida Francis arriva tra gli Idioti e con lei il ricordo in carne e ossa dell’amore. La speranza scioglierà per poco il gelo di quell’ultimo passaggio nella casa, e la vita riprenderà a scorrere come non aveva mai fatto prima.

Scrittore e giornalista bandito dal governo per la sua dura opposizione al totalitarismo cubano, fugge dal carcere negli anni Ottanta per trasferirsi a Miami, dove si toglierà la vita nel 1993. Malato di schizofrenia, al confino politico, in esilio dagli affetti, viene rinchiuso in una clinica psichiatrica dalla quale non farà mai ritorno. Muore all’età di 47 anni. Prima di uccidersi, distrugge la maggior parte dei suoi scritti. Il romanzo autobiografico “La casa dei naufraghi”, un testo segreto durante tutta la sua vita, sovversivo dopo il suicidio, è considerato il suo capolavoro.
Estremo e commovente, “La casa dei naufraghi” è considerato oggi un classico della letteratura cubana.


Alla seconda parte, coi prossimi 5 titoli.
Grazie della lettura,

-Martina V. 

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3 pensieri su “*Libri e Psicologia* 10 Titoli per chi vuole approfondire il lato oscuro della mente (Parte prima)

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