Il vento di marzo

Mi sento sempre affine al mese di marzo, con il suo meteo incontrollabile, incerto.

Un giorno ti svegli e c’è il sole; ti metti le scarpe e vai, solo per il gusto di andare.

Un giorno ti svegli e piove; i fiori marciscono, tu ti sotterri tra dolore, computer e patatine.

Marzo è così: bipolare.

Ed è forse il mese che odio di più, perché indeciso come me.

Risplendere o incupirsi?

È primavera ancora legata al gelo dell’inverno.

Marzo è ciclotimia che non risparmia nessuno.

E c’è sempre vento, come se non riuscisse mai a stare fermo, questo mese.

Vento che porta nuovi obbiettivi, nuove consapevolezze, importanti decisioni.

Sposta foglie, polvere e persone.

Persone che vorresti avere più vicino, persone con le quali ci sono degli avremmo potuto in sospeso. Persone che non ti resta che sognare.

Odio marzo perché non si decide. Vuoi avere un tiepido sole o un gelido vento? Vuoi essere primavera o inverno?

Vuoi essere felice o triste?

Non lo so, vedete voi. Non so decidermi.

-Martina V.

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4 pensieri su “Il vento di marzo

  1. Che marca di patatine compri? 😉

    Forse non è la tua miglior poesia, giudicando in base ai miei gusti, ma mi piace l’implicita similitudine “Marzo è come me”.
    Marzo se fosse una tipologia di persona sarebbe uno che viene agli appuntamenti sempre in ritardo, quello che ha deciso di comprare un pezzo di formaggio e poi si presenta con una scatoletta di tonno, un continuo bipolarismo che più di essere nocivo agli altri è nocivo a sé stesso. Magari i paragoni che ho fatto sono poco romanzati e più amatoriali (altrimenti non sarei io, lo so), però in alcuni lati mi ci rispecchio, soprattutto nella parte dove “è una primavera ancora legata al gelo dell’inverno”. Forse è così, il punto antipatico è che è come se ci fosse la consapevolezza, sempre rimanendo nel tema metaforico “marzo=me”, che nonostante le condizioni altalenanti bisognerebbe essere più decisi, concreti e con obiettivi fissi. Invece si è dei “marzo”, bipolari, indecisi, con debolezze che non vorremmo lasciare in vista ma che, nonostante siano negative, ci rendono umani, vivi, multi-pensanti
    Ovviamente non è bello dire “è normale”. Forse sarebbe più corretto dire “è umano, lasciami vivere e passare via come marzo” 😉

    Oh, Ho scritto tanto nuovamente. A volte sono pesante. A volte…
    Però aspetta: è un buon segno!
    Sei tornata a scrivere. Sei attiva. E te lo sto testimoniando! Simpaticamente, eh…

    Bagy e abbbbrazzi 😀

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