Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan (2016)

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A truly incredible piece of s**t. 

Sapevo poco e niente su questo film, ma sono andata al cinema piena di aspettative su questa pellicola definita in lungo e in largo un “capolavoro” e candidata a 6 premi Oscar.

Non mi era mai successo di rischiare di addormentarmi in sala. Mai. Per nessun film. Ho dovuto iniziare a mangiarmi le unghie per rimanere sveglia, un po’ per disperazione, un po’ per delusione.

Ma io di cinema non ne capisco niente, cosa volete farci?!


REGIA: Kenneth Lonergan
ATTORI: Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Matthew Broderick, Gretchen Mol, Kara Hayward, Tate Donovan, Heather Burns, Josh Hamilton, Erica McDermott, Lucas Hedges.
SCENEGGIATURA: Kenneth Lonergan

TRAMA: dopo la morte improvvisa del fratello maggiore Joe, Lee viene nominato tutore legale del nipote. Lee è ancora tormentato dal proprio tragico passato, che lo ha allontanato dalla moglie Randi e dalla comunità in cui è nato e cresciuto.

QUI il trailer del film


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(Non ci sono spoiler, solo il mio veleno. Ma poi non c’è niente da spoilerare!)

Manchester by the Sea è un film drammatico. Triste e lento come una moviola inceppata.

A parte qualche battuta, buttata lì sapientemente, non c’è un attimo di respiro. Il cuore ti si accartoccia come foglie secche.

La trama è già vista, sentita, trita e ritrita. La sceneggiatura è banale e i dialoghi noiosi.

È tutto così assurdamente pesante.

Però il montaggio e le inquadrature non sono affatto male. Mi è piaciuto il passaggio netto dai luoghi chiari, ai luoghi scuri; o da un forte rumore, a un silenzio assoluto. Ho apprezzato anche i flashback mandati a piccoli spezzoni: una triste prova di quanto la vita di un uomo possa cambiare per un errore.

Manchester by the Sea è la storia di un uomo e del suo dolore; di quanto possa sopravvivere ad esso e conviverci. Dolore che si sovrappone ad altro dolore.

filmmansea.jpg

 

Zio e nipote si riavvicinano a causa della terribile perdita; due differenti tipi di sofferenza e due modi di esprimerla: fare a botte nei bar o cercare di spupazzare ragazze.

La vuota e robotica vita di Lee viene sconvolta da questo suo forzato ritorno alla città natale e si vede costretto a riallacciare rapporti e affrontare vecchie questioni. Il suo impassibile e triste volto alla fine riesce a distendersi un attimo. Titoli di coda. Finalmente anche lo spettatore può tirare un sospiro di sollievo.


Per concludere: bella idea, ma non riuscita al 100%. La tecnica supera la storia e, in questo caso, non è un punto favorevole. Si poteva velocizzare un po’ la narrazione.

I dialoghi sono poco interessanti, ma forse è meglio così: si gioca tutto sul viso straziato del protagonista e sul silenzio della/e perdita/e.

Lonergan sembra il classico studente: ha buone capacità, ma non si applica. Poteva uscirne davvero un film meritevole della candidatura, ma è solo molto triste.

Forse mi mancava un punto di connessione (o chiamatela empatia) con la storia.

Comunque l’interpretazione di Casey Affleck è di tutto rispetto (candidato agli Oscar come miglior attore protagonista).
Le altre candidature sono regalate.

Alla prossima,

Martina V. 

 

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