Tolkien e le sue opere: guida alla lettura per neofiti.

Avete deciso di cimentarvi nella lettura del maestro del fantasy? Splendida decisione. Potrebbero però presentarsi dei dilemmi: quali edizioni scegliere? Da quale opera incominciare? C’è un ordine cronologico da seguire?

La mia semplice guida è di riferimento a chi non ha mai letto nulla dell’autore; quelli che già conoscono il genere riusciranno sicuramente a trovare la giusta via di lettura.

(Siccome parlare di questo autore in particolare scatena sempre l’astio dei tuttologi di turno, una doverosa premessa: non sono “studiata” come voi, queste che riporto sono mie considerazioni personali, se pensate che scrivo fesserie fatemelo sapere con garbo e buonsenso, grazie.) 


Da quale opera incominciare? Dipende da quale tipo di interesse avete, e se avete già un minimo di idea su cosa andrete a leggere. Se siete dei perfetti neofiti consiglio di iniziare con Lo Hobbit, così da entrare un po’ nell’immaginario dell’autore in modo più “leggero” (è pur sempre un libro destinato a un pubblico giovane). Se invece siete già più pratici del genere, solitamente dico di iniziare con Il Signore degli Anelli perché, in fin dei conti, si può definire “l’opera madre”, quindi ha senso leggere per prima l’opera principale e, successivamente, arricchire le conoscenze con le altre opere della Terra di Mezzo. Devo però fare una piccola considerazione: Il Signore degli Anelli è nato come seguito de Lo Hobbit quindi, per fare i pignoli e seguire il giusto ordine, bisognerebbe iniziare da quest’ultimo.


C’è un ordine cronologico da seguire? Come già detto prima, tutto dipende da come volete approcciarvi all’autore. Inutile incominciare la lettura con Il Silmarillion se non sapete cos’è la Terra di Mezzo (senza contare che è un’opera estremamente complessa). Se non avete particolari intenti studiosi, suggerirei di seguire il vostro istinto; oppure seguire l’ordine di pubblicazione, ovvero: Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli, Il Silmarillion e via discorrendo (Wikipedia vi sarà d’aiuto). Se per “cronologicamente” intendete dal punto di vista della storia della Terra di Mezzo allora l’ordine sarebbe: Il Silmarillion, I Figli di Hùrin, Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli… ma perché complicarsi la vita?

Io ho seguito questo ordine:

  1. Il Signore degli Anelli;
  2. Lo Hobbit;
  3. Il Silmarillion;
  4. Racconti Incompiuti;
  5. Le Avventure di Tom Bombadil.

Più altre opere slegate dalla Terra di Mezzo (o da consultazione), il cui ordine di lettura non è rilevante.
Ora sto leggendo I Figli di Hùrin.

Ripensandoci avrei preferito iniziare con Lo Hobbit.


Il Signore degli Anelli

Partiamo dalla base: Il Signore degli Anelli è edito da Bompiani, a meno che non andiate a pescare le edizioni di vostro nonno di Rusconi (in quel caso, beati voi).

L’origine del libro risale al 1937, ma ebbe numerose riprese fino alla prima pubblicazione del 1955. Nato come un unico volume, ma pubblicato diviso in tre parti, data la scarsità di carta durante la guerra.

Le edizioni del Il Signore degli Anelli di Bompiani dal 2003 in poi hanno delle righe in meno. Sono le famose 20 righe alla fine del capitolo Molti Incontri. Per cui, se volete cimentarvi ora nella lettura dell’opera, consiglio le pubblicazioni rivedute.

Purtroppo la Bompiani non è ancora in grado di offrire un buon prodotto. Le edizioni che riportano le righe mancanti non hanno la mappa ripiegata in fondo, ma una minuscola riproduzione su due pagine (a volte addirittura su una!) e le edizioni più belle da vedere non riportano il capitolo intero (e altri errori tra cui l’orribile traduzione “orchetti”).

La più completa (righe mancanti e mappa ripiegata) è ormai introvabile: la versione nel cofanetto argentato fatta per il 50° anniversario della pubblicazione.

La migliore è quella del 2011, della serie Vintage (potete vederla qui), ma ha una scomoda mappa stampata sulle prime due pagine.

Sarebbe meglio leggere la trilogia come un unico libro, poiché è stato pensato così. Tuttavia, se volete la praticità, ci sono le edizioni in tre volumi del 2012, con delle bellissime copertine nere.

 

Per chi fosse interessato a un’edizione da collezione c’è l’opera illustrata da Alan Lee che sicuramente vale il suo costo (intorno ai 40 euro su Amazon); oppure l’edizione del 2014 per il 60° anniversario della pubblicazione (la sconsiglio, ma è comunque un pezzo da collezione).

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Per concludere: se volete una lettura veloce e portatile prendetevi i tre volumi del 2012; se invece volete una lettura approfondita (con mappa, prefazione e appendice) allora meglio l’edizione del 2011.

Credo nell’importanza di un’opera completa, per questo incoraggio l’acquisto delle edizioni con le righe mancanti; tuttavia, tra le varie pubblicazioni che possiedo, non posso che preferire la vecchia versione del 2002, come praticità e bellezza (inoltre la mappa ripiegata l’ho potuta staccare a appendere in una cornice, con quelle nuove non leggi nemmeno bene i nomi).


Lo Hobbit

Lo Hobbit – There and Back Again è stato scritto per la prima volta nel 1937, ma ha subito dei miglioramenti e cambiamenti  in seguito alla pubblicazione del Il Signore degli Anelli, in modo da far combaciare le due storie. L’ultima versione è quella del 1951.

Anche questo romanzo presenta varie pecche e molte edizioni. Partiamo dal fatto che sono due le case editrici che ne detengono i diritti: Adelphi e Bompiani.

Esistono due tipi: Lo Hobbit e Lo Hobbit annotato. Cos’è Lo Hobbit annotato? È il romanzo con a margine le note di approfondimento scritte da Douglas A. Anderson nel 1988.

L’ideale, secondo me, sarebbe leggere l’opera in modo continuo, fluido, senza interruzioni per leggere le note a lato. Successivamente, se l’opera vi è piaciuta e volete saperne di più, acquistare la versione annotata.

Quale scegliere?

Le pubblicazioni Adelphi sono più fedeli all’originale, con la vecchia traduzione e le immagini disegnate da Tolkien stesso.

Bompiani ha invece pubblicato nel 2012 una nuova traduzione, più completa e con meno refusi.

Per me la migliore è questa.

Cercate edizioni illustrate?

C’è questa particolarmente graziosa con i disegni di Jemima Catlin.

Oppure questa con le illustrazioni di Alan Lee.

Infine questa, bellissima e con le illustrazioni e bozzetti dell’autore stesso (ma non è presente il romanzo).

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Questi sono i due libri dai quali vi consiglio di iniziare.

Per dubbi, suggerimenti, considerazioni e quant’altro lasciate pure un commento!

Grazie della lettura,

Martina V.

 

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5 pensieri su “Tolkien e le sue opere: guida alla lettura per neofiti.

  1. Perfect!
    No…ASPETTA…

    Ma tu non puoi giudicare un’opera senza sapere, senza aver letto! E se trovassimo un trattato sulla politica internazionale!?? Hai un portale ufficiale dei tolkieniani??? Sai come si dice “buongiorno” in elfico? No?? Allora non sai niente, gnoranta! (scherzo, eh 😛 )

    Io ho letto Il Signore degli Anelli dall’edizione Rusconi, prestatami da mio zio (e che non restituisco da quattro anni, quindi è giustificata la sua voglia di tirarmi il collo. Ma ehi, la mia mente ha i buchi manco un formaggio stagionato). E da quell’edizione, che trattavo neanche fosse un papiro del IV sec. a.C., che è nato “il tutto” (con questa espressione intendo quello che sono ora, attivamente, in questo panorama. Un nulla cosmico attivo, cioè. Nulla, ma sempre attivo col blog e con il mio senso critico).

    Bell’articolo! 😉

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