Pride & Prejudice, di Joe Wright (2005)

Quella di Joe Wright (che è , tra l’altro, uno dei miei registi preferiti) è senza dubbio la trasposizione cinematografica del romanzo che prediligo.

La più attinente all’opera e alle atmosfere che si respirano leggendo il libro. Pura umidità inglese. Lovely.

Si, esatto: la versione con Colin Firth non mi è piaciuta. Scusatemi tanto gattare di mezza età.

Il film ha ricevuto 4 nomination agli Oscar del 2006:

  • Miglior attrice protagonista a Keira Knightley
  • Miglior scenografia
  • Miglior costumi
  • Miglior colonna sonora originale

Le musiche sono del compositore italiano Dario Marianelli e sono semplicemente stupende, calzano alla perfezione la narrazione e accompagnano gentilmente le atmosfere.

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La scenografia è tra le più belle dei film di Wright, battuta solo da Anna Karenina.

Interpreti e personaggi: 

  • Keira Knightley: Elizabeth Bennet
  • Matthew Macfadyen: Signor Darcy
  • Donald Sutherland: Signor Bennet
  • Rosamund Pike: Jane Bennet
  • Brenda Blethyn: Signora Bennet
  • Tom Hollander: Signor Collins
  • Rupert Friend: Signor Wickham
  • Judi Dench: Lady Catherine de Bourgh
  • Jena Malone: Lydia Bennet
  • Talulah Riley: Mary Bennet
  • Carey Mulligan: Kitty Bennet
  • Simon Woods: Signor Bingley

Il cast è eccezionale e super azzeccato. Donald Sutherland nei panni del Signor Bennet è qualcosa che vale la pena vedere. C’è una ancora semi-sconosciuta Rosamund Pike che sa incarnare perfettamente la bellezza rosa pallido di Jane. Matthew Macfadyen è il Mr. Darcy per eccellenza: prima tenebroso e scontroso, imprevedibilmente romantico dopo. Adoro Keira Knightley  in tutto ciò che fa, quindi sono di parte, ma la candidatura all’Oscar non l’ha presa per niente, credo.

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E comunque: Keira sta a Joe come Scarlett sta a Woody.


Mi sono appena resa conto che sembro la classica zitella trentenne che alle cinque pretende il suo tè al gelsomino. Che vi devo dire? Sono piena di sorprese. Mi piacciono i vichinghi che frantumano ossa e leggo Jane Austen. Eheheh… 

Sono passati 12 anni da quando mi sono innamorata di questa pellicola. E della campagna inglese. E del Romanticismo. E dell’epoca vittoriana. Insomma, una catena di eventi che mi hanno portata a scoprire molto sul mondo letterario.

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L’arte delle prime impressioni, dei giudizi frettolosi e delle occasioni sprecate.

La paura di provare sentimenti sbagliati, di essere inadeguati, di non essere ricambiati.

La superficialità che divide, l’intesa che unisce.

L’inutile lotta contro se stessi. Cercare di soffocare i propri sentimenti.

Non siamo poi così lontani dall’epoca di Jane Austen. Vero?
La letteratura è sempre attuale.

Per quanto ci nascondiamo dietro un trucco pesante e lo smalto nero, siamo tutte un po’ Elizabeth Bennet. Non bisogna possedere 9 gatti per desiderare il proprio Mr. Darcy.

Ammettiamolo: siamo tutte sul Romantico andante. Senza vergogna, dai. Fatevi avanti. Chi non ha sognato un Mr. Darcy che ci cammina incontro all’alba?

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«Ho lottato, ma invano. Non serve a nulla. Non posso reprimere i miei sentimenti. Vi prego, permettetemi di dirvi con quanto ardore vi ammiro, e vi amo.»

(Mr. Darcy)


Volete leggere il romanzo, ma ancora non lo avete? Vi consiglio di scegliere le edizioni con la prefazione di Ginevra Bompiani. (Orgoglio e pregiudizio, trad. di Barbara Placido, Roma: Gruppo editoriale l’Espresso, 2004).

Grazie di avermi letto,

Martina V. 

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