Il lato positivo.

Mi chiedono: “Perché scrivi solo cose tristi?”.

E io potrei rispondere: “Perché quando sono felice esco.”

La verità è che non esco quasi mai e quindi mi tocca parlarvi anche delle cose belle. Si perché, alla fine, c’è anche un lato positivo.


Mi piace svegliarmi presto per avere più ore a disposizione durante la mattinata. Mi fa sentire carica e rilassata.

Adoro portare le mie due cagne (si dice? Si dice.) a passeggio, visitare con loro posti nuovi, possibilmente alte montagne perché la città le spaventa, ma forse spaventa più me.

Non posso fare a meno di viaggiare. Mi mette felicità. A un certo punto mi manca il respiro e devo vedere qualcosa di nuovo. Magari ho paura ad andare a fare la spesa, a prendere un treno o entrare nelle poste, ma se devo partire non ho più paura di nulla. Peccato che non sia gratis, altrimenti starei via per sempre.

Amo fare progetti. Prossima estate andiamo… Perché non compriamo quella sedia che… Peccato che non sempre riesco ad aspettare. Prossimi progetti: il giro della Toscana (prevalentemente a piedi) e il Trenino Rosso del Bernina.

Giro nelle librerie. Per ore. E alla fine compro sempre qualcosa, anche se ne ho già una marea da leggere.

Mi rende felice aiutare gli altri. Sembra una sciocchezza, e pure banale, ma è così. Mi auto soprannomino l’Usciere. Perché tengo sempre le porte aperte per gli altri e do la precedenza, come un gentleman d’altri tempi. Solo che io a volte devo sembrare parecchio stramba. Ah, quasi nessuno ringrazia.

Andare al cinema. Spegnere il cervello con le luci della sala. Buio dentro, ma il buio interiore resta fuori, grazie.

La fiera dell’ovvietà: abbuffarmi di cibo buono mi rende felice. Dopo sei troppo intontita per ogni cosa e stai lì, tra lo sdraiato e il seduto semi-cosciente sul divano. Davanti alla playstation o a un film che ricorderai vagamente.

Fare fotografie. Belle, brutte, storte, mosse. L’importante è quello che c’è dietro quello scatto. Se ho premuto è perché era un momento felice, da ricordare. Oppure solo un bel soggetto da fotografare. E poi la bellezza mette sempre felicità.

Stare all’aria aperta. Ma non in un puzzolente parco cittadino che odora di pupù di cane. Trekking, escursioni, passeggiate. Dove le case sono in sasso e non passa il tram, per intenderci.

Una menzione d’onore va al riordino. Lo sapete già. Soprattutto rimettere in ordine la libreria. Non è che mi mette felicità, mi rilassa la mente. Comunque ora sono più: “Ciao, mi chiamo Martina e sono 14 ore che non riordino o pulisco.” 


In ogni caso chi sono io per spiegare cosa è la felicità?

Posso solo dirvi quello che ho capito.

Non è una costante, ma direi più una variante. Costanti e variabili, Daniel Faraday mi fai una pippa.

È inutile sognare la perpetua felicità, non penso possa esistere. La vita stessa non te lo permette. Ci sono troppe persone in questo mondo, persone che si scontrano col tuo, e ognuna di loro ha dei propri interessi. Impossibile non entrarci in collisione. Anche solo in due è arduo. La vita è un altalena di emozioni e ora la smetto di sparare stronzate baggianate.

Siate felici, con moderazione. Non scialacquate tutto subito. Parsimonia è la parola giusta. Siate parsimoniosi nella vostra felicità. O vivetevela al massimo. Che mi importa?

Un saluto,

Martina. 

 

 

 

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11 pensieri su “Il lato positivo.

  1. Bellissimo articolo. Penso anch’io la quasi totalità delle cose che hai detto (le passeggiate in montagna mi spaventano per lo sbatti che devi farti ahah).
    Mi hai trasmesso speranza e contentezza immediati.. tutto passa, ma noi possiamo farci e fare del bene

  2. bra.osvaldo@gmail.com

    a:hover { color: red; } a { text-decoration: none; color: #0088cc; } a.primaryactionlink:link, a.primaryactionlink:visited { background-color: #2585B2; color: #fff; } a.primaryactionlink:hover, a.primaryactionlink:active { background-color: #11729E !important; color: #fff !important; }

    /* @media only screen and (max-device-width: 480px) { .post { min-width: 700px !important; } } */ WordPress.comCiao Martina , ti faccio tanti auguri di bu

  3. Uhm.
    Punto di vista MOLTO interessante il tuo. Aggiungo: se la felicità fosse continua annoierebbe anche. Anzi. Non saremmo più felici, dopo un bel pezzo. E’ l’abitudine a neutralizzare la sorpresa e il benessere, e la novità, anche quelle quotidiane, le sollecitano.

    <>.
    Qui potrebbe nascere un bel discorso di stampo decadente (sono io, ne uscirebbe un papiro, sarò breve).
    Esiste un lato artistico positivo nell’essere ”tristi”. La tristezza, nell’arte, potrebbe essere utile in quanto può stimolare una fuga dalla società attraverso, appunto, tali esercizi.
    Scrivere un articolo su un blog, un racconto, un capitolo del romanzo, dipingere, suonare (il romanticismo, per esempio, ha coinvolto praticamente tutte le arti).
    Ne nasce il Sehnsucht, un desiderio di stare male che nasce dalla tensione che si ha col mondo e con la massa sociale.
    E hai parlato di ”ricercare la bellezza”, il sublime, altra tematica romantico-decadente.
    E il tutto, come detto, confluisce nell’esercizio artistico.

    Ecco, quindi, la ricerca di una non-costante felicità e l’accettazione, decadente certo, ma artisticamente positiva, della melancolica bile nera della tristezza 🙂

    Saluti.

    1. P.S.

      Le virgolette che si auto-concludono da sole () non so perché sono comparse.
      Avevo inserito la tua citazione (”Mi chiedono: “Perché scrivi solo cose tristi?”.”) per introdurre il mio discorso. Ma WordPress è stupido. Oppure sono semplicemente io.

      1. Vero. Però la tristezza deve essere presente quanto la felicità: se entrambi fossero di presenza costante, nessuno delle due darebbe soddisfazioni.
        Anche dalla tristezza si può imparare come essere felici. Basta saperla tramutare in energia positiva, anche se è un compiuto tutt’altro che facile.

        Bell’articolo. 😉

  4. Sei cara, si il viaggio in Toscana ti emozionerà . Vedrai cose bellissime. E il viaggio sul trenino del Bernina è delizioso. Ma sono di parte essendo un uomo
    nato e amante della montagna. Ecco in Toscana avrai anche il piacere del mangiare, perché preparano piatti deliziosi. Vedrai musei e chiese e città e palazzi incantevoli. E incontrerai una civiltà antica e affascinante la civiltà Etrusca. A Tarquinia i tuoi occhi vedranno tombe affrescate con la scene di vita quotidiana e sarai felice. Un abbraccio Martina

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