Rogue One: a Star Wars Story

Prima pellicola della serie Star Wars Anthology, Rogue One è diretto da Gareth Edwards ed è ambientato poco prima di Una Nuova Speranza (Guerre Stellari, 1977).

La trama in breve: un gruppo di Ribelli è in missione per cercare di recuperare i piani di costruzione della Morte Nera.


Inizio precisando, per chi non lo sapesse, che questo film non è un nuovo capitolo di Star Wars, è una sua espansione (o spin-off). Per cui gli eventi raccontati non sono la continuazione del film uscito l’anno scorso, ma sono antecedenti al film del 1977.

Nonostante l’inizio non sia dei migliori, sembra che finalmente si ritorni a respirare la vera filosofia della trilogia originale, un po’ soffocata nel precedente capitolo firmato Disney, in cui non traspaiono i temi più forti che fanno di Guerre Stellari un vero capolavoro per l’anima: il Sacrificio e la Speranza.

Rogue One è una pellicola molto bella, avvincente e con tanta adrenalina, ma è soprattutto velata dalla malinconia per un finale tragico, una fine che il destino non ha saputo risparmiare.


 

Interessanti e per nulla banali i nuovi protagonisti, specialmente il monaco cieco Chirrut Îmwe.

La coraggiosa Jyn Erso è interpretata da Felicity Jones (La Teoria del Tutto) e non potevano fare scelta migliore, in quanto una delle più capaci attrici in circolazione. La sua presenza è forte, sa imporsi sullo schermo senza dover gridare o agitare le mani (o spogliarsi), bravura che manca a diverse attrici, anche tra le più quotate (ne è un esempio Jennifer Lawrence). Piccola, tenera, ma letale stellina. La saga porta avanti la tradizione delle donne combattenti e coraggiose.

Nel cast un sacco di grandi nomi interazionali, come a ribadire il fatto che TUTTI pagherebbero pur di recitare in Star Wars.

 


Leggeri spoiler!

Non ho apprezzato un granché il fatto che abbiamo usato il termine “terroristi” in una scena di lotta con tanto di bombe e civili feriti. Terribilmente attuale. Credo che il cinema, ma in particolar modo i film di fantascienza, siano un mezzo per scollegare il cervello dai problemi del quotidiano, immergendoci in un universo totalmente differente. Stiamo attraversando un periodo di forte terrore e tensione, e credo che film come Guerre Stellari non debbano alimentarlo.

La battaglia sulla spiaggia mi ha ironicamente ricordato la guerra del Vietnam, con gli americani-Stormtrooper e i loro avanzati carri armati e i poveri Ribelli-vietnamiti a correre nelle risaie. Parallelismi che fanno sorridere.


Darth Vader compare per pochi minuti, ma la sua presenza è talmente imponente che padroneggia tutto il film.

Finalmente vediamo l’effettiva potenza distruttrice della Morte Nera, fin’ora rimasta segreta e solo ipotizzata.

Fanno la loro comparsa anche R2-D2 e C-3PO, un tentativo più che apprezzabile di rendere omaggio alla saga (e far felici i fan).

Le musiche sono composte, per la prima volta, da Michael Giacchino che, oltre a pezzi inediti, ha riarrangiato in modo sublime i famosissimi temi di John Williams.


Verso la fine il film è un crescendo di emozioni, un’ansiolitica e spasmodica attesa di vedere se tutto si risolverà. Avevo le mani sudate.

E, in un certo senso, i buoni vincono. Perché, come ci insegna la saga, la Speranza non muore mai e il Bene trionfa sempre.


 

Rogue One è una pellicola sacrificata per i fan della trilogia originale, i quali sapranno apprezzarla maggiormente.

Poteva essere di più, ma sa farsi bastare. Come moderno film d’azione manca di qualcosa, tuttavia è come doveva continuare la saga. Questo è il vero Star Wars.

Non che il precedente capitolo distribuito dalla Disney fosse terribile, ma si era un po’ spenta la tipica luce della saga.

In ogni caso la Forza c’è, e si vede!


Che la Forza sia con voi,

Martina.

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3 pensieri su “Rogue One: a Star Wars Story

  1. OPINIONE DI STEFANO CORVETTO
    -ISTRUZIONI PER L’USO-
    Il mio sarà un commento che si scinderà dal contesto di applausi frammisti ad urla del tipo ”bravi bravi”, ma non per questo non si baserà su macchinazioni logiche e degne, basate su quelle che in modo basilare chiameremmo ”opinioni”. Sì, nonostante oggi vada di moda il Santo Parere Oggettivo e il ”guarda che è piaciuto a tutti, solo a te no”, la mia non sarà di certo superiore/inferiore a quelli che urlano bellissimo, bravissimo, ott…vabè, avete capito 😉
    Sarà una opinione colorita, non mancherò di rispetto a nessuno, ma non scandalizzatevi 😉

    Dunque. Io ieri ho visto sto spin-off svuotato di qualsiasi pregiudizio, che si buono che sia ”spin-off”, dato che specie ultimamente collego questo termine con ”modo indirettamente chic per fare ca$h” 😀 . Non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma come al solito ieri ero neutrale.
    Passo al dunque: Star Wars Rogue One è…bellino ma non spettacolare. Anzi.
    Perchè? Dividiamo tutto in punti:

    1) La Trama.
    La trama è…buona. Scorre bene, in modo lineare, ma non è perfetta né potenzialmente super-valida. Mi spiego: partiamo dall’inizio. Mi trovo sta famiglia, Mikkelsen, moglie e bambina che incontrano gli impe…SPETTA SPETTA, Dov’è l’introduzione tipica di Star Wars? Quella che serve per far immergere tipicamente lo spettatore, che vive una quotidianità differente da quella del contesto, in un mondo che non è il suo, che è conosciuto, ma che va spiegato (come sempre è stato fatto) dettaglio per dettaglio.
    No, non sono un tradizionalista o un conservatore nerdone, ma ho passato mezz’ora a capire quale fosse la trama, cosa stessero facendo, chi fosse Tizio e chi fosse Caio. (S)Fortunamente poi ho capito tutto.
    E quando ho capito tutto ho… ”goduto” appieno il film. Sì. Perché per quanto fosse lineare, la trama, il tutto appariva tragicamente prevedibile. Capivo esattamente cosa sarebbe successo da lì a 10 secondi, di una prevedibilità pesante e noiosa, e non perché sapevo che ”i piani della Morte Nera sarebbero stati recuperati con la morte di quella stup…fes…bravissima protagonista”. Però vabe, su sto piano promuovo tutto con sufficienza.

    2) Decaratterizzazione dei personaggi.
    La caratterizzazione dei personaggi è il punto forte storico di Star Wars. Dalla saga originale fino al VII, ci divertivamo a metterci nei panni di Luke, Leia, Han, persino Kylo, Poe e Finn perché erano caratterizzati, perché volevamo immaginare a come avrebbero reagito alla sequenza di eventi, con i loro pregi e difetti.
    QUI NO.
    Sì, perché nel caso nessuno se ne fosse accorto, in realtà Felicity Jones è un’attrice che dovrebbe cambiare lavoro. E’ una maschera di ceramica, costruita, modellata perché sta ”recitando la sua parte”, e non fa trasparire alcuna-singola-fottuta-emozione (neanche quando muore il padre, espressione da pesce lesso, lacrima e ciao), e non perché deve fare la ”dura” (va di moda tra le tredicenni col collare… 😉 ), ma perché non ne sembra capace di calarsi nei panni di un personaggio che poteva, anzi, DOVEVA essere interessante ma non lo è affatto.
    Un personaggio che all’inizio del film si trova con un carattere solitario e poi comanda implicitamente i ribelli dei ribelli… MA COSA?!
    ”Ah, ma ha fatto la Teoria del Rut–Tutto”. Ok, CHE SI FERMI LI’.
    Jennifer Lawrence, che hai preso in citazione, è avanti anni luce! Non lo dico per essere pungente o fastidioso, non voglio esserlo, sono imparziale.
    E per quanto io la possa criticare la Lawrence (sì, ho criticato anche lei, non sono un suo fan) non posso che notare questo.
    E la cosa non cambia neanche con gli altri membri della squadra (solo un droide si salva, ahahah), senza una fott***a spina dorsale, mentre con gli imperiali è già diverso…

    3) Forest Whittaker e Mads Mikkelsen.
    Ora. Io dico che tu nel cast, a discapito di Pesce Lesso Girl e banda, hai due signori attori.
    PERCHE’ FARLI CREPARE SUBITO? Insomma, personalmente ero incuriosito dal rapporto tra Saw Guerrera e Jin Erso, tra Jin e il padre.
    Ma no. Con uno finisce con una pseudo-litigata, con l’altro è così, letteralmente: ”avrei tante cose da dirti”….*crepa.
    Bwoah 😉

    Per il resto il film si salva all’ultimo. Belli gli effetti (confermato quanto di buono si era visto col VII), la battaglia, le comparse ”speciali”, ma un passo indietro non enorme ma consistente della Disney. Non nego l’ottimo lavoro fatto con Ep.VII e nemmeno il mio personale ottimismo per lo spin-off con Han Solo.
    Ma così non può andare, non si può denaturalizzare Star Wars. E la cosa triste, come avevo previsto, è che i fan dipingono come oro colato qualsiasi cosa riguardi Star Wars…non ci siamo.
    Voto: 5.

    Per il resto…opinione…non ammazzatemi 😉
    Salutazzi 😉

    1. Va bene… mi vuoi far lavorare anche in vacanza! 😉
      Rispondo a caso, non seguo punti logici: io la trama l’avevo capita benissimo fin da subito (non ti sto dando dello scemo, dico solo che per me era abbastanza chiara); se Felicity Jones è un pesce lesso mi chiedo cosa sia Harrison Ford (sarò anche controcorrente, ma pure lui è monoblocco); e vero i fan prendono per oro tutto, ma questo spin-off è nettamente superiore alla pellicola dell’anno scorso! Secondo me hanno fatto un buon lavoro 🙂

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