La Trilogia della Lama Nera di Dario de Judicibus

6006164.jpgIl Ciclo della Lama Nera è formato da tre volumi: «La Lama Nera», «Le Orde dell’Oscurità» e «Il Signore delle Ombre». Il ciclo è ambientato in un mondo immaginario, Reta, molto simile alla Terra, ma caratterizzato da due grandi continenti, Kios e Andria e da due lune, Brianno e Rianno. La storia di Aggart, il protagonista, inizia proprio a Kios, dove il ragazzo sfugge per miracolo al massacro della famiglia da parte di un’orda di demoni.

Accolto da un vecchio amico dei genitori, Aggart diventa prima un membro della Gilda degli Assassini, dove prende il nome di Garreth, e poi capo di una rete di resistenza che si oppone alle manovre di Dagg Elath, un Arcano conosciuto anche come il Signore delle Ombre. Con l’aiuto di un giovane ma potente mago, Ona Ettài e della sua guardia del corpo, l’amazzone Messala, Aggart riesce a sventare le trame del Signore Oscuro ma non a impedire l’invasione del Regno del Nord da parte delle sue Orde di Demoni. Si scatena così una furiosa guerra che coinvolge tutti i regni a nord delle Mura, la grande catena che divide in due il continente. (Dal sito delle opere www.lalamanera.it)


Sono entrata in contatto col mondo di de Judicibus nell’ormai lontano 2006, quando era stato appena pubblicato il primo volume La Lama Nera, edito da Armenia (per chi non lo sapesse Armenia è stata una delle prime case editrici italiane a occuparsi di fantasy e di tutti quegli argomenti ritenuti non degni di catalogazione da altre case editrici).

La letteratura fantasy in Italia non ha mai avuto un gran successo, specialmente agli inizi del millennio. Dario de Judicibus si può definire uno dei precursori del genere in patria, riuscendo a far pubblicare i suoi romanzi fantasy in un’Italia ancora troppo legata ai suoi scrittori classici.


De Judicibus, prima che un autore, è un grande studioso; la realizzazione dell’opera è stata preceduta da accurati studi e tutto è stato calcolato a dovere, dalla creazione dell’universo fantastico alla caratterizzazione dei personaggi.

Di grande importanza, secondo me, è il fatto che la magia è stata inserita nella trilogia come parte integrante della comunità, non semplice dono personale o calamità naturale; viene studiato il suo impatto sulla società e come ne risponderebbe all’eventuale intreccio.


Nonostante io l’abbia letto in giovanissima età, è un fantasy pensato per un pubblico adulto.

È una storia di antieroi, dove la sopravvivenza del singolo si scontra con il bene comune, e non sempre il dovere riesce a trionfare. Un mondo spietato e violento, dove i sentimenti più puri sono accantonati per far spazio alle imprese avventurose dei protagonisti.

Una società dominata da gretto egoismo, un mondo non edulcorato per compiacere i lettori, la cruda realtà umana: questo ciò che offre l’autore.
I personaggi sono costruiti ad hoc, differenziando, in modo deciso, le diverse personalità per rendere la storia più bilanciata (e mai noiosa).

Un gioiello (poco conosciuto) del fantasy italiano che consiglio a tutti coloro che sono stanchi della narrativa troppo commerciale che si trova ora nelle librerie.

 

Buona lettura,

Martina.

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