Captain Fantastic di Matt Ross (2016)

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  • Genere: drammatico
  • Regia: Matt Ross
  • Sceneggiatura: Matt Ross
  • Trama:  nel cuore delle foreste del Nord America, lontano dalla società, un padre fuori dal comune dedica la propria vita a trasformare i suoi sei figli in adulti straordinari. Ma una tragedia si abbatte sulla sua famiglia, costringendolo a lasciare quel paradiso, faticosamente costruito, per iniziare, insieme con i suoi ragazzi, un viaggio nel mondo esterno che metterà in dubbio la sua idea di cosa significa essere un genitore, e tutto ciò che ha insegnato ai suoi figli. (fonte: Repubblica.it)

Trailer del film


Ho visto questo film settimana scorsa, in anteprima. In Italia uscirà il 7 dicembre.

Protagonista del film è Viggo Mortensen, un uomo che tenta di reintegrarsi nella società dopo aver vissuto in isolamento con la sua famiglia per oltre un decennio. Il tema centrale è l’educazione degli adulti di domani.

Captain Fantastic è un padre fissato con la perfetta educazione dei figli, rigida e autoritaria; ma vissuta come un piacere, ancora prima di un dovere, dai suoi sei figli.

Un allenamento assiduo ed estremo per permettere ai figli di affrontare le difficoltà.

Non festeggiano il Natale, ma festeggiano il compleanno di Noam Chomsky. Cacciano, suonano, corrono, lottano, leggono, studiano… ma, soprattutto, rifiutano la società dei consumi. Dalle cose più assurde e ilari, come parlare l’esperanto, al popolarissimo slogan “Abbasso il potere!”, tutto ciò che potete immaginare, loro la sanno (o la impareranno molto presto).

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La loro sicurezza viene minata quando entrano in contatto con la vera società. Il mondo esterno, il mondo “normale”.

L’educazione perfetta non ha molto senso in un mondo imperfetto.

La fatica a integrarsi di chi è socialmente ritenuto “diverso”.

Che poi, non è indispensabile sapere cosa sono le Adidas, ma è davvero necessario che una bambina di 8 anni sappia a menadito il Bill of Rights?

Dove è il confine tra una educazione completa, ma praticamente inutile, e una educazione tradizionale, che pone le basi per vivere e inserirsi nella società?

Chi ha ragione: il padre eremita e attento, o i genitori affezionati al consumismo che mandano i figli a scuola?

I bambini ricchi di sapere, finiscono per essere impoveriti di tutto il resto.

Dire che la verità sta nel mezzo non basta, provateci voi a educare i figli nell’America di oggi, piena di lenti grassoni, assuefatti dai centri commerciali e ciechi di fronte ai loro diritti.

Si tratta di pura utopia che si scontra con la realtà del mondo occidentale e, nonostante sia un tema trattato in modo piuttosto “leggero”, sembra un duello da film western. O da “Chi la dura la vince”.

Veniamo definiti in base alle nostre azioni, non alle nostre parole.


Spoiler sul finale

Il fatto di aver scaricato le ceneri della madre nel cesso dell’aeroporto non ha riscosso molto successo in sala. C’era gente indignata.

L’ho trovato un modo molto ironico per assecondare le ultime volontà della donna. “Scaricatemi in un luogo affollato.” 

Meglio finire seppelliti in mezzo ai vermi? D’altro canto, che differenza può fare, da morti?


Captain Fantastic è un bellissimo film, come non li si vedeva da tempo al cinema. Ne consiglio la visione a tutti. Intelligente, divertente, colorato, emozionante. Accende il senso critico, non limiamoci a essere muti spettatori di qualche commediola (o film della Marvel, ecco), non dimentichiamoci del vero scopo dell’arte.

Viggo Mortensen sembra non invecchiare ed è fenomenale (e nudo, in una scena, se può interessare). In perfetto equilibrio nel suo ruolo di padre e marito. Farete il tifo per lui, ne sono sicura. Poco importa se porta i figli a fare climbing mentre piove. Lui è Viggo Mortensen.

Vi lascio il link a una delle scene più belle di tutto il film. Toccante e illuminante. La loro versione di Sweet Child O’Mine.

Scena completa (con spoiler)

Versione senza spoiler


Andate al cinema!

Con affetto,

Martina. 

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2 pensieri su “Captain Fantastic di Matt Ross (2016)

  1. Hmmm.
    Sai, a fare il Re di Gondor annoia, eh. Insomma: guerra, hobbit, anelli, stregoni, orchi, nani arrabbiati e elfi acrobati. La vita non è semplice.
    BATTUTE A PARTE.
    Premetto che il mio rapporto col cinema è…pessimo. Basti pensare che la tv per me ormai è diventata un souvenir, al cinema ci vado solo se mi trascinano gli amici (anche per le produzioni che potrebbero interessarmi). Sono pigro.
    Nonostante ciò, devo dirlo, ho trovato molto interessante la tua recensione, soprattutto se si lascia un pò da parte la sezione sequenziale e temporale del film e ci si concentra su quella che è, credo (non ho visto il film, e prima della tua recensione non ne sapevo nemmeno l’esistenza), la tematica principale della produzione stessa: il confronto tra due ottiche differenti, ossia la educazione tradizionale di babbo Viggo e la società odierna e consumista occidentale.
    Tu scrivi che ”Dire che la verità sta nel mezzo non basta”, ed effettivamente hai ragione, se si considerano le opposizioni dei poli stessi. Del resto non è facile mangiare hamburger, capire cos’è ”Adidas” e il nuovo IPhone se finora hai vissuto in una foresta e, viceversa, non è semplice rinunciare a Wi-Fi, Playstation per chi finora ha vissuto agiatamente in una grande città e ben integrato nella società.
    Però… e se la verità si nasconda davvero nel mezzo?
    Mi spiego: si parla di due stili di vita opposti, senza alcuna possibilità di paragoni, almeno fin quando la famiglia in questione non abbandona la foresta per la città.
    Ma…anche la società, per tutti i difetti che presenta, ha una sfumatura positiva, indubbiamente, così come la rigida educazione di papà Aragorn ha i suoi pro e contro. L’obiettivo, a sto punto, diventa unico: far conciliare i pregi della società odierna con quella educazione old style del babbo. E’ vero, a volte alcune posizioni sono opposte, per quanto possano essere entrambe positivi ed innocenti, ma hai tre strade percorribili, di cui due potrebbero portare all’infelicità.
    1) Vivi nella foresta e ripeti a memoria i nomi di tutti i Presidenti americani ogni giorni.
    2) Ti traferisci a New York e cominci ad ingozzarti di cosce di pollo e patatine fritte.
    3) Affini la tua coscienza e razionalità e coniughi il positivo che ti ha insegnato il babbo e il positivo che c’è nella libertà di mangiare un cheeseburger e andare a lavoro in tuta.
    Cosa non semplice a primo impatto, ma non impossibile.
    ”C’è del buono in questo mondo, padron Frodo”. Certo, forse il percorso di comprensione per il Re non sarà lo stesso, ma molto più intricato.

    Madonna. Quanto scrivo.
    Bella recensione, continua così 😉

    Stefano.

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