8 1/2 di Federico Fellini (1963)

È uno dei capolavori del Maestro del Cinema italiano e una delle migliori pellicole cinematografiche di tutti i tempi.

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  • Regia: Federico Fellini
  • Soggetto: Federico Fellini, Ennio Flaiano.
  • Sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinetti, Brunello Rondi.
  • Musiche: Nino Rota.
  • Scenografie: Piero Gherardi.
  • Cast: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Rossella Falk, Barbara Steele.

Trama: Guido Anselmi, un quarantenne famoso regista, sta elaborando il suo prossimo film. In una stazione di cure termali cerca di coniugare i propri problemi fisici con quelli della produzione del film. La sua quiete è continuamente minata dalla presenze delle maestranze del film. Il suo spirito creativo si è inaridito e, ai suoi problemi professionali, si aggiungono i problemi sentimentali.


Guido è un po’ la figura dell’uomo moderno, affetto dalla sindrome di Peter Pan e prosciugato dalla sua vita da artista. Continui dubbi e incertezze lo portano a una crisi esistenziale; la sua confusione professionale rispecchia la sua confusione esistenziale. Cerca di bilanciare i rapporti tra i personaggi reali e quelli fantastici: ricordi e sogni si mescolano fino a renderli indistinguibili.

Bisogna decifrare se ciò che si vede è la realtà oppure l’immaginazione del regista.

Il finale è aperto, non spiega tutto. Fellini prende tutti i personaggi e li fa danzare. Potrebbe simboleggiare il rappacificamento con se stesso, e quindi la sua pace interiore e la sua creatività ritrovata?

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Fellini era un visionario, ha creato il film partendo da una serie di suoi schizzi/disegni.

All’epoca era un regista famosissimo (aveva già girato la Dolce Vita); 8 1/2 nasce su una panchina a Cinecittà, quando il regista non sapeva come girare il suo prossimo film.

Fellini aveva un accumulo di idee, come si può filmare l’immaginazione, i sogni?

Un giorno le idee che aveva sparirono, così decide che il film avrebbe parlato proprio di questo: di un regista che voleva fare un film, ma che non si ricorda più quale.

Si può quindi dire che Guido Anselmi sia in realtà lo stesso Fellini.


All’uscita del film certe copie distribuite in Italia avevano alcune scene colorate in azzurro o in seppia, per fare in modo che lo spettatore potesse riconoscere ciò che era immaginato dal protagonista.

Altre sequenze, invece, Fellini le volle sovraesposte (cioè eccessivamente luminose), come la sequenza della fonte. Ma con il recente restauro questo aspetto è andato perduto.

Il film ha vinto due premi Oscar: miglior film straniero e migliori costumi.

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Consiglio la visione di questo capolavoro nostrano.

Buon cinema,

Martina. 

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