Notti in bianco, baci a colazione di Matteo Bussola

Notti in bianco, baci a colazione è il primo romanzo del disegnatore Matteo Bussola, nome noto agli assidui lettori della Bonelli, ma per lo più sconosciuto ai silenziosi lettori di narrativa.

È nato e cresciuto sul profilo Facebook dell’autore ed è un piccolo libricino colorato come le foglie d’autunno, caldo come un abbraccio.

Sul libroCOP_Bussola_Matteo_Notti_in_bianco_baci_a_colazione-725x1164.jpgIl respiro di tua figlia che ti dorme addosso sbavandoti la felpa. Le notti passate a lavorare e quelle a vegliare le bambine. Le domande difficili che ti costringono a cercare le parole. Le trecce venute male, le scarpe da allacciare, il solletico, i «lecconi», i baci a tutte le ore. Sono questi gli istanti di irripetibile normalità che Matteo Bussola cattura con felicità ed esattezza. Perché a volte, proprio guardando ciò che sembra scontato, troviamo inaspettatamente il senso di ogni cosa. Padre di tre figlie piccole, Matteo sa restituirne lo sguardo stupito, lo stesso con cui, da quando sono nate, anche lui prova a osservare il mondo. Dialoghi strampalati, buffe scene domestiche, riflessioni sottovoce che dopo la lettura continuano a risuonare in testa. Nell’«abitudine di restare» si scopre una libertà inattesa, nei gesti della vita di ogni giorno si scopre quanto poetica possa essere la paternità. (Dal sito Einaudi)


È un romanzo sincero, vero, senza patine di sorta; è scritto bene, ma vi assicuro che lo stile narrativo sarà l’ultima cosa che noterete.

L’ho divorato in un giorno. Un po’ perché mi serviva ridere, un po’ perché è dannatamente bello.

Parla del lavoro più sottovalutato di sempre: il padre.

Perché fare il genitore è a tutti gli effetti un lavoro, un lavoraccio, ma vuoi mettere la soddisfazione?

Notti in bianco, baci a colazione è un racconto imperfetto di un quadro perfetto.

Non è un manuale su come fare il genitore. Bussola non si avvale dell’arroganza di saperlo fare meglio degli altri, non dell’arroganza di poterlo spiegare.

È un diario intimo con cui ci invita a entrare nella sua precaria vita. Non sempre rose e fiori, ma sempre un dono. Stralci di vita quotidiana, conditi da tanta dolcezza e buon umore.

Fa da cornice un’Italia che fa ridere per la sua arretratezza mentale, ma che sa anche commuovere per la sua inaspettata bontà.


Leggetelo se siete genitori, per ricordarvi che, anche se siete stanchi, il vostro lavoro non è mai finito. Leggetelo se siete figli, per poter apprezzare maggiormente la compagnia i vostro padre. Leggetelo e basta, come fosse solo un bellissimo romanzo, e non ve ne pentirete.

Poi potete sempre decidere se fare una telefonata di 18 minuti alla pizzeria d’asporto, o chiamare il vostro capo per cantargli Brilla, brilla la stellina.

 

Buona lettura,

Martina.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...