Serie tv andate perdute: Revolution

« Vivevamo in un mondo fatto di elettricità. Vi facevamo affidamento per tutto. E poi la corrente andò via. Tutto smise di funzionare. Non eravamo pronti. La paura e la confusione portarono al panico. I fortunati riuscirono a uscire dalle città. Il governo collassò. Le Milizie ne presero il posto, controllando la distribuzione del cibo e accumulando armi. Non sappiamo ancora perché la corrente andò via. Ma speriamo che qualcuno arrivi ad illuminarci il cammino. »

A volte capita che la tua serie televisiva preferita del momento venga cancellata per i pochi ascolti.

Questa è la sorte che toccò a Revolution della rete televisiva americana NBC (che tu sia dannata in eterno).

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Dopo solo due stagioni venne sospesa, interrompendola proprio quando i nodi cominciavano a venire al pettine, proprio quando la storia diveniva intrigante, proprio quando… va bè, avete capito… proprio quando cominciava ad essere tosta!

La messa in onda incominciò nel 2012, interrompendosi nel 2014, dopo solamente 42 episodi.
Certe cose lasciano ferite molto profonde.


Tutto ha inizio con la fine.
Questa potrebbe essere la versione spiccia della trama.
Siamo ai giorni nostri, in America. Per qualche inspiegabile motivo l’elettricità è scomparsa. Si ritorna allo stato antecedente la rivoluzione industriale.

La gente deve tornare a vivere come nel medioevo, arrangiandosi come può, cercando di sopravvivere in un mondo di sciacalli.
Il governo è sparito, tutto è stato capovolto e regna l’anarchia.

Le persone si combattono a vicenda, è una lotta restare in vita. Incontrare altra gente non sempre è un bene.

Ricorda The Walking Dead, ma con i vivi.

A tratti adolescenziale (in stile The 100), ma con un’ottima sceneggiatura.


Cosa fare quando il mondo cala nel buio?
Sareste in grado di vivere senza elettricità?

L’America è divisa: da una parte la Repubblica di Monroe che, a discapito del nome, è più una dittatura e dall’altra parte la Federazione della Georgia.

C’è poi la fazione dei Ribelli che, come si può intuire, combattono contro la tirannia di Monroe.

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Monroe è uno dei personaggi più interessanti. A tratti crudele, a tratti umano. A volte buono, a volte cattivo. Peccato gli diano spazio solo le ultime puntate.

Il cast è buono e se la cava. Tra gli altri, Giancarlo Esposito, che voi ricorderete come Gustavo Fring di Breaking Bad.

Insomma, una buona trama, bei personaggi, ottimo cast. Perchè ha avuto poco successo? Questa è l’ennesima prova di quanto gli americani siano strani.

Ok, io sono di parte, perché basta che mi mostriate balestre, ribellione, magia, misteri… per farmi vostra, però non era spazzatura, ecco.

Iniziarla ora sarebbe insensato, poiché viene interrotta proprio in malo modo, con una caterva di questioni ancora irrisolte, ma è altamente consigliata.
Saranno 42 ottimi episodi e non ve ne pentirete.

Così dopo potrete struggervi di dolore insieme a me.

Ah, gli sceneggiatori, per terminare la storia, hanno fatto uscire una serie a fumetti (4 volumi). Fanno un po’ schifo.

Martina.


Gente c’è una novità: ho aperto la pagina Facebook del blog. Ho ceduto al Lato Oscuro dei social. Se volete seguirmi pure lì, magari siete più comodi… o magari mandatemi a cagare, va bene lo stesso.

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3 pensieri su “Serie tv andate perdute: Revolution

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