Andata e Ritorno nella Terra di Mezzo – #TolkienSeptember (seconda parte)

Eccomi con la seconda parte di questo omaggio al Maestro.

(La prima parte la trovate qui)

PA-TA-TE, sai?! Bollite, fatte a puree, stufate… Deliziose, grosse, croccanti patatine con bel pezzo di pesce fritto! Persino tu non diresti di no all’offerta! (Sam)

  1. Scena preferita. Si contendono il primo posto la partenza di Frodo per i Porti Grigi e la battaglia dei Campi del Pelennor.
  2. Scena meno preferita. La parte relativa a Lothlòrien e alla Dama Bianca. Lo so, ma non ci posso fare nulla, davvero.
  3. Opere non relazionate con la Terra di Mezzo. Ne ho lette solo due: la raccolta di poesie e fiabe Albero e Foglia e il racconto Il Cacciatore di DraghiIl primo di una musicalità inaudita; il secondo una bellissima storia (per bambini, in realtà) ambientata in una Britannia medievale e fantastica. Possiedo anche una copia de La caduta di Artù, ma devo ancora leggerlo.
  4. Libri. La mia collezione di opere arriva, per ora, a nove. La prima che ho letto è stata, come già detto, Il Signore degli Anelli, seguita da Lo Hobbit (che, ai tempi, trovai molto più piacevole in lettura). Possiedo, inoltre, il dizionario delle lingue di Arda e il dizionario dell’Universo di Tolkien.
  5. Elementi. Arda è strettamente intrecciata con gli elementi della natura. Il Fuoco del Monte Fato e dell’Occhio di Sauron; l’Acqua del Brandivino, dell’Anduin e della Baia di Belfalas; l’Aria che utilizzano le Aquile, simbolo di salvezza; la Terra, da quella verde e rigogliosa della Contea, a quella desolata e putrida delle Paludi Morte.6.jpg
  6. The Hobbit. Pubblicato nel 1937, ideato come racconto per bambini, “prefazione” del Signore degli Anelli. All’epoca nessuno gli diede il giusto peso, ancora scettici nei confronti della letteratura fantasy. Probabilmente non rimasero affascinati dalle avventure che il pantofolaio Bilbo Baggins si vide costretto ad affrontare. Personalmente adoro l’incontro tra Bilbo e Gollum, penso sia uno dei più bei passaggi del libro.
  7. Bilbo & Frodo. Ben più di un legame di parentela li unisce. Frodo ama Bilbo, e questo è chiaro fin dal primo capitolo; vorrebbe seguirlo, accompagnarlo nella sua (forse) ultima avventura; ma ama anche la Contea, e non vorrebbe separarsene così presto. Entrambi così piccoli, eppure così forti. Se solo Bilbo avesse saputo che ripercussioni avrebbe avuto il suo “furto” dell’Anello a Gollum… Sarebbe andato lui, fino alla cima del Monte Fato? Ma alla fine i due si ritrovano, col cuore aggravato dal peso dell’Unico Anello, cicatrici che mai verranno curate. Partono per i Porti Grigi in cerca di pace, vivono la loro avventura, quella che entrambi hanno sognato.
  8. Armi. Pungolo, Andùril, Glamdring, Orcrist… le armi per Tolkien non sembrano avere solo un nome, ma anche una storia e un’anima. Narsil si riforgia in Andùril Fiamma dell’Ovest in segno della rinascita della speranza, del ritorno del sovrano di Gondor. Pungolo è l’eredità di Frodo, una lama elfica che risplende di luce azzurrina quando ci sono orchi nelle vicinanze. Un’altra prova che l’autore non ha lasciato nulla al caso; è difficile immaginarsi Aragorn salire al trono con un anonimo spadone.
  9. L’eredità di Tolkien. Ne ho già scritto a riguardo e sarete anche stufi. Tolkien è ritenuto il padre del fantasy moderno. Ha rivoluzionato il genere, dato agli editori dei validi motivi per investire in quel campo. La sua è l’eredità più grande che ci possa essere in ambito editoriale: un genere letterario che era destinato a scomparire.
  10. Le lingue di Arda. Bisogna tenere presente che Tolkien era uno studioso, prima che scrittore. Un eccellente linguista e glottoteta. Nulla di strano, quindi, se ha creato vari idiomi per rendere il suo Universo più credibile, più reale. Il Quenya, il Sindarin, L’Entese, il Linguaggio Nero… Ma nulla di sovversivo, solo una mescolanza delle lingue preesistenti, con l’aggiunta di tanta maestria.
  11. Canzoni e poesie. La letteratura di Tolkien è epica, mitologica, quasi da poema cavalleresco; non c’è da stupirsi se è ricca di sonetti, canzoni e ballate. Una delle mie preferite è il Canto di Tom Bombadil: 

    (…) Ehi doll! Vieni bel doll! Cara dol! Mio tesoro!
    Il vento soffia leggero e la stella spunta d’oro
    Laggiù ai piedi della Collina che brilla alla luce solare,
    Sulla soglia aspetta il debole chiarore stellare,
    La mia graziosa dama, figlia della Regina del Fiume,
    Esile più di un salice, più limpida dell’acqua, più brillante di un lume,
    Il vecchio Tom Bombadil ha colto dei gigli d’acqua,
    E saltellando torna, e mai nel giorno tacque.
    Ehi! Vieni bel doll! Cara dol! Mio tesoro!
    Boccador, Boccador, un’allegra bocca d’or!
    Povero Vecchio Uomo Salice, hai nascosto le radici,
    Ma Tom ha fretta adesso. La sera giungerà tosto.
    Il vecchio Tom Bombadillo ha colto dei gigli d’acqua
    E saltellando torna, e mai nel giorno tacque. (…) brea-maxw-634.jpg

  12. La Compagnia dell’Anello. Sono tre i capitoli che più preferisco in questo primo romanzo: All’insegna del Puledro Impennato, Un viaggio nell’oscurità e La compagnia si scioglie. 
  13. Le due Torri. I passaggi che adoro sono: la battaglia al Fosso di Helm (naturale!), la marcia trionfale degli Ent e la tana di Shelob. 
  14. Il Ritorno del Re. Senza ombra di dubbio l’adunata dei Rohirrim e la battaglia dei Campi del Pelennor.  rohirrim_by_cg_warrior-d4muehz1
  15. Perché ami la Terra di Mezzo. Ci ho messe piede quando avevo nove anni, a quei tempi  la mia idea di letteratura era Geronimo Stilton. Difficile spiegare il legame che mi unisce con questo fantastico mondo, poiché è difficile cercare di farvi capire quanto può essere sola un’introversa bambina di nove anni. Ho scoperto che i libri sono una buona compromissione per scappare dalla dura realtà. Dopo una pessima giornata, immaginarmi di galoppare in groppa a Ombromanto, è una dolce evasione. Sognare mondi fantastici non svaluta la mia vita, la arricchisce. Questo è ciò per cui lotto, ancora oggi, sfidando chi mi accusa di infantilismo. Amo la Terra di Mezzo perché è esattamente così che immagino la mia mente. La amo perché è il mio rifugio sicuro. E la difenderò sempre.

Martina.

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