Spazio, ultima frontiera.

Con nelle sale il nuovo Star Trek e con alle porte nuovi capitoli di Star Wars, non potevo esimermi dal parlare della nascita del cinema fantascientifico, essendo io una Vulcaniana per adozione e una Stormtrooper nell’anima (l’Alleanza Ribelle è per i deboli).

La fantascienza sta avendo molto successo, attirando folle di miscredenti e falsi nerd da ogni angolo del globo. Ma come ha avuto inizio?

Il cinema è un’arte relativamente molto giovane, la sua data di nascita corrisponde alla prima proiezione pubblica dei fratelli Lumière, il 28 dicembre 1895.

Pensate quante cose sono cambiate in soli 120 anni, quanti progressi per portare sempre più realismo sugli schermi.

Il secolo delle innovazioni, delle invenzioni; l’uomo si sentiva davvero invincibile, poteva fare cose che prima aveva solo sognato.

Poco importava se, a venir filmato, era un banale treno o se veniva ricreato un allunaggio; l’uomo ce l’aveva fatta: aveva creato le immagini in movimento.

Le cosiddette vedute animate.

Come portare le persone sulla luna?

Perché non portare la luna alle persone?

Il cinema divenne il mezzo con cui far avverare tutti i desideri inespressi, una valvola di sfogo, la macchina dei sogni accessibile a tutti.

L’immaginazione divenne l’arma più potente.

Come nasce il cinema di fantascienza?

Forse tutti conosciamo Le voyage dans la Lune, ma pochi di noi sanno chi era Georges Méliès.

Uno dei padle-voyage-dans-la-luneri fondatori del cinema e creatore del primissimo film di fantascienza: Viaggio nella Luna, un film muto del 1902, in bianco e nero (esistono però delle versioni colorate a mano), che vantava numerosi effetti speciali (a noi, ora, ci farebbero ridere) e una storia molto fantasiosa per l’epoca (per l’appunto, un allunaggio).

Con un ritmo molto frenetico, da sembrare quasi un balletto, narra di un gruppo di astronomi che finiscono direttamente nella Luna, dove incontreranno i Seleniti e dai quale dovranno poi scappare.

 

 

Un vero capolavoro d’altri tempi che noi ora non sapremmo apprezzare. Immagini sconnesse e difficili da interpretare per noi avvezzi al cinema moderno.

Ma senza quella navicella a forma di proiettile, non ci sarebbe nessuna Enterprise.

  • Consiglio la visione di Hugo Cabret (Scorsese, 2011) per conoscere qualcosa in più sulla storia del cinema.

 

Un saluto,

Martina.

 

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3 pensieri su “Spazio, ultima frontiera.

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