87 ore

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Film di Costanza Quatriglio, con il patrocinio di Amnesty International Italia.

Trama: un uomo viene prelevato dalla spiaggia di un campeggio del Cilento da un singolare dispiegamento di forze: carabinieri, polizia municipale e guardia costiera. L’uomo viene convinto a uscire dall’acqua e a farsi sedare, mettere su un’ambulanza e sottoporsi a un trattamento sanitario obbligatorio. Ormai addormentato per la forte sedazione, due ore dopo l’ingresso in ospedale viene legato al letto con cinghie che gli bloccano polsi e caviglie. Dal 31 luglio al 4 agosto 2009, gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni sono narrati attraverso le immagini disumanizzanti di nove videocamere di sorveglianza poste all’interno del reparto psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno. Il film ripercorre i giorni e le notti, cercando altrove appigli di speranza, nel tentativo di trovare una verità a cui solo il corpo di Francesco può dare risposta.

(fonte: doclab.it)

Con l’aiuto di Grazia Serra, nipote del maestro, la regista Costanza Quatriglio mette a nudo le ultime ore di vita di Francesco Mastrogiovanni; ricoverato con un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) decisamente lontano dall’idea di legalità che tutti possediamo.

Le silenziose immagini urlano vendetta per una morte che merita giustizia.

Immagini che non lasciano spazio a fraintendimenti, frammenti di univoca testimonianza.

L’oggettività che ferisce gli occhi e l’anima.

Spasmi di agonia di un innocente.

Superato di gran lunga il 1861 ci si aspetta che i malati (o presunti tali) ricevano le giuste cure, quanto meno con un minimo di umanità da chi ha giurato di attenersi alla sua professione mettendo il bene del paziente davanti al proprio.

Un uomo lasciato a morire nella sua vulnerabile vergogna non è umano.

C’è ancora chi pensa che un malato mentale non sia meritevole di cure?

Uno schizofrenico merita la morte, uno malato di cancro no.

Su quali principi si può affermare ciò?

I disturbi mentali sono malattie e, come tali, vanno curate. Fa ridere doverlo precisare nel 2016, ma a quanto pare il mondo è pieno di pigri menefreghisti.

Per maggiori informazioni sull’assistenza psichiatrica in Italia.

Ed è così che si spegne un uomo inerme, attorniato da indifferenza e negligenza, in immane sofferenze.

Ma tanto era pazzo.

Ma poi, lo era davvero?

 

Martina. 

 

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