Recensione “007 – Spectre”

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DATA USCITA: 05 novembre 2015
GENERE: Azione , Avventura , Thriller
ANNO: 2015
REGIA: Sam Mendes
ATTORI: Daniel Craig, Monica Bellucci, Christoph Waltz, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Ben Whishaw, Andrew Scott, Rory Kinnear, Dave Bautista
SCENEGGIATURA: John Logan, Neal Purvis, Robert Wade
FOTOGRAFIA: Hoyte van Hoytema
MONTAGGIO: Lee Smith
MUSICHE: Tomas Newman
PRODUZIONE: Columbia Pictures, Danjaq, Eon Productions
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Italia
PAESE: USA, Gran Bretagna
DURATA: 150 Mi

(fonte: comingsoon)

In breve: un misterioso messaggio riguardante il proprio passato convince James Bond a partire verso una nuova missione in Messico, per poi raggiungere Roma, dove incontra Lucia Sciarra (Monica Bellucci), la splendida e intoccabile vedova di un noto criminale. Bond si infiltra in una riunione segreta e scopre l’esistenza di una sinistra organizzazione nota col nome di SPECTRE. Nel frattempo, a Londra, Max Denbigh (Andrew Scott), il nuovo capo del Centro per la Sicurezza Nazionale, indaga sulla missione di Bond e mette in dubbio il valore della sezione MI6 guidato da M (Ralph Fiennes). Bond di nascosto coinvolge Moneypenny (Naomie Harris) e Q (Ben Whishaw) per aiutarlo a trovare Madeleine Swann (Léa Seydoux), la figlia del suo vecchio nemico Mr White (Jesper Christensen), che potrebbe avere la soluzione per risolvere la trama di SPECTRE. Da figlia di un assassino, la ragazza riesce a comprendere Bond meglio di chiunque altro. Mentre Bond si inoltra nel cuore di SPECTRE, scopre l’esistenza di un legame raccapricciante tra se stesso e il nemico da lui inseguito, interpretato da Christoph Waltz.


Con molti punti interrogativi e qualche perplessità torna a palesarsi l’agente segreto più famoso del mondo (no, non è DoubleDuck).

Alla sua quinta interpretazione della spia c’è un imbolsito e invecchiato Daniel Craig (ma sempre sexy, eh… quello non è cambiato), con vari problemi al ginocchio e presunte minacce di autolesionismo nel caso dovesse tornare a impersonare James Bond.

Un ritorno di vari elementi degli episodi precedenti, la giusta conclusione (spero) di una epopea che rimarrà per sempre nella storia del cinema.

Il solito Bond, con tanti effetti speciali, esplosioni e inseguimenti in macchina. Talmente fortunato da precipitare da palazzi in distruzione e atterrare sempre con stile.

Non mancano le frasi di rito che tanto piacciono ai fanatici, compresa quella sul Martini.

Vodka Martini. Agitato, non mescolato.

Inutile dirlo, ma sono andata al cinema solo per rivedere Christoph Waltz nei panni del cattivo di turno. Grande interprete, come sempre.

Bella impresa per Ralph Fiennes nei panni del nuovo M, che non ci fa sentire la mancanza della Dench nel cast.

Non mi è ben chiaro il contributo della Bellucci nel ruolo della Bond Girl, quando appare si e no per cinque minuti e poi… boh.

Totalmente oscurata (per fortuna) dall’altra protagonista femminile: Madeleine Swann.

Finalmente la donna di Bond non è solo figa; oltre a esibire un corpo in un bell’abito (o un bel corpo in un abito, dipende dai gusti) sa anche sparare, difendersi e ha una complessa storia e psicologia alle spalle.

Molto belle le musiche di Newman, ma bocciata la canzone iniziale (questa volta di Sam Smith) e quel polipo che copula con una ragazza in fiamme. Skyfall era su altri livelli.

Sebbene siano tipici film americani, con belle donne, belle macchine e armi… trovo che i James Bond di Craig siano migliorati rispetto ai primi film. C’è molta più attenzione alla storia personale dei protagonisti, più psicologia e sentimentalismo. Ci sono le spie, ma c’è anche emozione.

Tranquilli, c’è il lieto fine.

Consigliato ai fan della saga. Non il migliore James Bond, ma per Craig e Waltz che si fronteggiano vale la pena vederlo.

Curiosità: la scena iniziale è stata la più costosa e complessa mai realizzata in James Bond e lo stesso capitolo della saga è in assoluto quello che ha richiesto più budget.

Voto: 7

 

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4 pensieri su “Recensione “007 – Spectre”

  1. I primi dieci minuti di grande fascino, poi come fai notare non al livello degli ultimi 007, specie di Skyfall. Inutile la Bellucci, ma trovo molto azzeccata la sceneggiatura. Un abbraccio Martina ciao

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