Rabbia

Guardati alle spalle

sei felice?

Destino amaro

non posso cambiare ciò che è stato.


Solo rabbia.

Cattedrali di risentimento.

Solo cieco furore che scivola via tra le dita

 sordo biasimo che urla contro di me.


Non vivo nel presente

mi aggrappo come un ossessa

al mio passato

da mercenaria spettatrice.


L’età in cui vivere è un imperativo

sognare un lusso,

portare in grembo speranze

è pericoloso.


Lascia che la rabbia ci consumi

la meraviglia che è stata

non tornerà.

Solo rabbia tra noi.

Martina.

Slip inside the eye of your mind
Don’t you know you might find
A better place to play
You said that you’d never been
But all the things that you’ve seen
Will slowly fade away

So I start a revolution from my bed
‘Cos you said the brains I had went to my head.
Step outside, summertime’s in bloom
Stand up beside the fireplace
Take that look from off your face
You ain’t ever gonna burn my heart out

And so Sally can wait, she knows it’s too late as we’re walking on by
Her soul slides away, but don’t look back in anger I heard you say

Take me to the place where you go
Where nobody knows if it’s night or day
But please don’t put your life in the hands
Of a Rock n Roll band
Who’ll throw it all away

I’m gonna start a revolution from my bed
‘Cos you said the brains I had went to my head
Step outside ‘cos summertime’s in bloom
Stand up beside the fireplace
Take that look from off your face
‘Cos you ain’t ever gonna burn my heart out

So Sally can wait, she knows it’s too late as she’s walking on by
My soul slides away, but don’t look back in anger I heard you say

So Sally can wait, she knows it’s too late as we’re walking on by
Her soul slides away, but don’t look back in anger I heard you say

So Sally can wait
She knows it’s too late as she’s walking on by
My soul slides away
But don’t look back in anger
Don’t look back in anger
I heard you say

At least not today.

(Don’t Look Back in Anger, Oasis) 

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5 pensieri su “Rabbia

  1. Lo so. Lo so.
    Piccola ammissione: ho letto il tuo ultimo articolo e, come pensavo, l’ho chiuso alla parola “musical”. Lo so, è più forte di me, io il cinema o la tv non riesco a farmeli piacere (“COOOOSA? E la serie tv? I filmz? I registi preferiti?!”). E’ una mania collettiva, quella attuale, una cosa moooolto mainstream che francamente non mi piace e anzi mi mette a disagio. Pensa a quando esco con amici: si scherza, si gioca, poi arriva il momento in cui “Ehi, hai visto l’ultima puntata di Stranger Things?” e io “ma Vaffan…”.

    Così ho vagato, come un omo pilatus brutto e arrogante, per il tuo blogghe e girando tra articoli già letti e già likati o commentati, ho trovato…questo! So anche che è di un anno e mezzo fa, lo so lo so, ma le scatole le rompo comunque. Però c’è gente brutta e baffuta che legge i tuoi articoli inerenti a cinema e tv, io invece ti rompo con quelli “letterari” (ho scoperto che sono tanti…che bello 😉 )

    Ho scoperto, come detto, questa poesia. E mi è-piaciuta-UN SACCO.
    Sì, è vero, mi ci rivedo anche in questa produzione, ma tralasciamo.

    “Destino amaro / non posso cambiare ciò che è stato.” Tu parti già col pentimento conseguito all’azione. Anzi, facciamo che ti accompagno: ci guardiamo indietro, guardando ciò che eravamo stati in quel momento, non riconoscendoci, vedendo solo ciò che non vorremmo vedere. “Solo cieco furore che scivola via tra le dita / sordo biasimo che urla contro di me.”.
    E’ ovvio no? La rabbia è un sentimento negativo solo dopo, quando ti penti per essere cambiato, aver fatto un’azione senza il consenso del nostro ego logico e razionale. E’ questa la parte più brutta dell’essere arrabbiati: non tanto lo stesso momento dove sei troppo cieco da non accorgerti di travolgere irrimediabilmente (o quasi) tutto, ma il momento successivo. Quando la parte quasi inconscia della nostra irrazionalità torna nella sua caverna.

    Il punto è che è facile farci la morale sopra: e se proprio questo “peccato” ci rendesse quello che siamo, ossia umani dotati di sentimenti? E’ un difetto, e ok, certo, e a volte desideriamo per un singolo momento essere monaci tibetani quieti, calmi, con le emozioni sotto il nostro razionale controllo. Ma…è davvero questo che vogliamo essere stabilmente? Obliare i nostri sentimenti?
    Io personalmente no. Una volta dissi ad un amico: “I sentimenti che proviamo e le azioni che conseguono ad esse sono le peggiori droghe”. Sono però droghe che ti rendono umano in un mondo dove, con la morale razionale, ti vuole disumanizzare.
    Bella poesia 😉

    P.S. Ho scritto troppo per un campo letterario che non è il mio.
    “Stefano basta!!!”

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