La mente inquieta.

Si prova uno strano piacere ad aver la giornata piena di cose da fare. Non un attimo di respiro, non un minuto per se stessi.

Quando ti fermi, sei fregato.

Tutti i pensieri vengono a galla, ogni cosa che avevi celato così bene dietro al muro di faccende, torna a bussare insistentemente alla tua testa.

Le barriere crollano, ritorni vulnerabile.

“Hai un pomeriggio per te stessa, fermati un secondo a pensare.”

Ondata di parole, circoli confusi, sillabe stonate.

Hai provato a rimuovere quei pensieri, a rinnegarli negli angoli più oscuri del cervello, hai cercato di ignorarli, ma ora che sei sola nulla potrà salvarti.

Tornano a trovarti certe paure che credevi assopite.

Sono inadeguata, sono sbagliata, sono illusa, sono sensibile, sono ferita, sono diversa.

Sono io.

La fine arte di cercare e/o creare problemi là dove non ne sussistono.

Mani aperte, ginocchia tremanti, occhi sbarrati.

Restare soli con le proprie ossessioni, affrontare i demoni, cercare l’impossibile.

Vagare per centinaia di chilometri, non fare un passo.

Piangere oceani, prendersi la testa tra le mani.

Pugno di mosche, pancia piena di ansie.

Stomaco che brucia, temporale nella testa.

Una mente inquieta.

Martina.

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3 pensieri su “La mente inquieta.

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