Giovanni da Busnago, ricordi di un vecchio amico.

Questa è una speciale (quanto inaspettata) collaborazione, che spero possa durare ancora per molto tempo.

Tre cose ossessionano mio nonno: i quadri, il jazz e le spugne di mare (non chiedete, non so); è stato particolarmente fortunato ad aver conosciuto parecchi artisti, la maggior parte dei quali quasi totalmente ignorati all’epoca. Uno di questi fu Giovanni Colombo, detto Giovanni da Busnago (1908 – 1972).

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Conobbi Giovanni quando regalava i suoi lavori in cambio di un pasto, in una taverna in zona Darsena. A quei tempi si usava, anche tra i grandi pittori come Morandi, donare opere al locandiere, in cambio di pranzi di lavoro.

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Giovanni faceva lo spazzacamino insieme al fratello, era povero e non godeva certo di una preparazione accademica.

Nonostante questo suo “limite” riuscì a lavorare al fianco di grandi nomi come Chierici e De Pisis, possedendo anche uno studio con loro.

Se artisti si nasce, Giovanni era Artista prima di nascere. Nessuno ha potuto insegnare a lui, non ha avuto maestri, ma solo tanti allievi che, presso la sua scuola “La Strada”, lo seguivano e ammiravano per la sua “Arte cristallina”.

Estremamente modesto, era l’uomo più felice del mondo quando poteva dipingere. Uno stacanovista nato, poteva arrivare a dipingere anche 3-4 quadri al giorno (lo chiamavano “Il pittore Spadaccino”, per la sua velocità). Non era uno di quei pittori che, prima di iniziare il lavoro, doveva ammirare a lungo, prendere decisioni… a lui bastava qualche rapida occhiata, e poi non si allontanava più dalla tela fino a lavoro concluso.

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Per lui erano tutti amici, anche coloro che ai suoi quadri gli riconoscevano solamente il valore “intrinseco”, soffocando nelle loro cantine il grande valore artistico.

La pittura di Giovanni era viva, ricca di virtuosismi e improvvisazione, destando così sorpresa e ammirazione davanti alla personale interpretazione che ha saputo dare ad ogni suo quadro.

Particolarmente famoso per la sua gamba di legno e il menefreghismo verso il valore del suo lavoro, infatti non accettava mai riconoscimenti per le sue opere, stracciava tutti gli attestati che riceveva, coi primi soldi ricevuti (per aver vinto come “migliore opera”) comprò una macchina.

E per ironia della sorte, quella macchina lo porterà fino alla morte.

Ricordo ancora perfettamente il giorno in cui mi ritrovai sulla porta il suo ultimo quadro, quello dipinto prima di morire.

Il Naviglio, il suo soggetto preferito, ancora fresco. Era appoggiato alla mia porta, come segno di saluto.

Poi il destino lo trovò sul ponte San Cristoforo, lo stesso ponte che aveva dipinto più volte.

Mi ritengo un uomo molto fortunato, ma allo stesso tempo indegno. Io, semplice commerciante di spugne, ho conosciuto uno tra i più grandi del suo tempo.

Ed è proprio vero che non ti rendi conto della grandezza di quello che stai vivendo, finché non l’hai vissuto.

Ho avuto un buon rapporto d’amicizia con un grande uomo, ancora prima che un grande artista. Ricordo sempre con piacere i pranzi a Venezia e alla Locanda dei Pescatori, a Canneto Sull’Oglio.

Ancora oggi, rimirando i suoi quadri, mi chiedo cosa avrebbe potuto creare se fosse vissuto ancora a lungo.

E. Volonté.

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5 pensieri su “Giovanni da Busnago, ricordi di un vecchio amico.

  1. Anonimo

    Ciao. Sono sempre l’anonimo anzi l’anonima A.M. che ti scrisse il 3/8/15.
    Ho visto che hai aggiornato l’articolo e hai inserito due foto.
    E’ possibile sapere il luogo dove vennero fatte, e magari il periodo?
    La richiesta viene fatta per arricchire la storia di Colombo Giovanni detto da Busnago.
    Ringrazio fin da ora per la risposta chesicuramente mi darai.

  2. Anonimo

    Ciao, ho trovato per caso il quadro di Giovanni da Busnago che mi ha portato al tuo blog. Abito a Busnago e ho conosciuto virtualmente l’artista nella mostra organizzata per il centenario della nascita. Mi sono “innamorata” tanto che insieme ad altre persone del luogo, innamorate pure loro, nell’ottobre 2012 in occasione del quarantesimo della morte, abbiamo messo in “piedi” una mostra di alcune delle sue opere; abbiamo ricordato l’evento con emissione di un annullo postale e un libricino con foto dei suoi lavori e la sua storia. L’evento, sponsorizzato dal Comune di Busnago, dal Comune di Milano e della Provincia di Monza e Brianza, ha avuto molto successo e partecipazione. Sono contenta che a distanza di anni qualcuno parla ancora di lui, di un uomo semplice che è stato capace di realizzare grandi opere.
    Grazie a te e a tuo nonno.
    A.M.

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