“Midnight in Paris” di Woody Allen

Hemingway: Non scrivi mai bene se hai paura di morire. Tu ce l’hai?
Gil: Sì, io direi che forse è la mia paura più grande.
Hemingway: Be’, è una cosa che a tutti prima di te è successa e a tutti succederà.
Gil: Lo so.
Hemingway: Hai mai fatto l’amore con una vera meraviglia di donna?
Gil: Be’, ecco, la mia fidanzata è parecchio sexy!
Hemingway: E quando fai l’amore con lei, senti una vera e bellissima passione che almeno per quel momento dimentichi la paura della morte?
Gil: No, no… Questo non succede.
Hemingway: Io penso che l’amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte; la vigliaccheria deriva dal non amare o dall’amare male, che è la stessa cosa, e quando un uomo vero e coraggioso guarda la morte dritta in faccia come certi cacciatori di rinoceronti o come Belmonte che è davvero coraggioso, è perché ama con sufficiente passione da fugare la morte dalla sua mente, finché lei non ritorna, come fa con tutti. E allora bisogna di nuovo far bene l’amore. Devi pensarci.

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Ho sempre associato i film di Woody Allen a sensazioni olfattive: se Midnight in Paris fosse una fragranza sarebbe al contempo delicato come una rosa e pungente come il sandalo, esattamente come tutti vorremmo essere.

La storia narrata scivola via, come una barca trascinata dal vento, l’atmosfera surreale ricorda una poesia dolcemente sussurrata.

Questo film ha il pregio di non avere difetti, non un capello fuori posto, non una virgola mancante.

Condivido totalmente i sentimenti del protagonista e invidio profondamente la sua, seppur fantasiosa, avventura.

La prima volta che lo vidi risvegliò in me la mia personale “sindrome dell’epoca d’oro”, in maniera del tutto inaspettata; fu come se qualcuno cercasse di entrare nella mia mente, talmente dolcemente da non accorgersene.

Allora ero solamente una ragazzina confusa e indecisa; mi aiutò a confermare la mia volontà di nutrirmi di parole, ancora prima che di cibo, di vivere di speranze e sogni, risvegliò la mia curiosità, mi donò nuova magia e mi fece rinnovare la mia promessa di idolatrare le parole scritte, sopra ogni cosa.

Non tutti però possiedono la forza del protagonista; non tutti riescono a fuggire dal passato, malinconico e desiderato, e  vivere nel presente.

La nostalgia dei tempi andati, la scintillante Parigi notturna, il romanticismo che intinge ogni cosa, sono solo alcuni dei motivi per cui guardare quest’opera.

E l’arte, l’arte che accompagna tutta la storia.

Non bisogna essere degli eclettici per giudicare l’arte.

La bellezza dell’arte si cela negli occhi di chi la osserva. Nulla in sé è bello, spetta all’artista e all’osservatore renderlo tale, conferire bellezza alle cose è un potere che hanno tutti.

Puoi vederci un rinoceronte, un fiore, un treno… spetta a te decidere come vivere l’arte, nessuno può affermarlo con esattezza al posto tuo.

Midnight in Paris 2

Best wishes, Martina. 

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