Un passo più vicino.

Una volta mi hai detto che tu saresti stato lì, in caso di bisogno.

Ero cieca, non vedevo. Mi sembravano parole vuote, di circostanza.

Come posso io dirti che sto male?

Come faccio a spiegarti che non dipende da te, ma che anzi, sei la cura?

Non ci riesco.

Ho sempre paura a rivelare i miei sentimenti, paura della reazione della gente. Non voglio compatimento, pietà, o peggio ancora, che la gente inizi a trattarmi in modo differente.

No, non posso addossare a te il peso del mio malessere, è un fardello troppo grande. E anche se le mie spalle sono diventate curve e stanche a furia di sopportarlo, non lo cederò mai a te; non meriti di stare male per colpa mia.

Al mio cupo dolore non v’è rimedio, ma tu sei il balsamo che lenisce le ferisce. Non le rimargina, ma dona sollievo.

Non ti ringrazierò mai abbastanza per questo.

Troppo spesso un sorriso è stato sottovalutato. Tu riesci a farmi sorridere anche quando ho la morte nel cuore.

Un sacco di volte avrei voluto dirti qualcosa di bello, ringraziarti… ma non trovavo mai le parole giuste.

Mi esprimo meglio su un foglio di carta, forse non lo sai, ma è così.

La vita reale manca di poesia, per me.

Mi sono comportata da stronza, è la mia specialità.

Ti ho ferito e l’ho fatto di proposito, volevo allontanarti. Non volevo scottarmi e non volevo che tu rimanessi scottato. Ma il fuoco non si può controllare.

La verità? La verità è che ero spaventata.

Spaventata che qualcosa di bello potesse accadere.

Uscire dalla mia situazione e trovare l’arcobaleno è stata una sorpresa inaspettata. So che spesso non do l’impressione di essere fragile, ma lo sono. Spavalderia e cinismo sono solo uno scudo.

Non ti merito, sicuramente è così.

Vorrei avere una macchina del tempo, non sai quanto, ma ho bisogno di tempo per fidarmi delle persone, per aprire il mio cuore. Banale, ma vero.

C’è una cosa che mi ripeto spesso: che la vita reale non fa per me, che alcune persone sono destinate a restare sole; perché sono rimasta ferita troppe volte, non so se potrò sopportarlo ancora a lungo, questo dolore.

Ho rinunciato a molte cose nella mia vita, ma a te non voglio rinunciare.

A volte il tuo menefreghismo mi spaventa, ma so che in fin dei conti è colpa mia, se ti allontani.

Ti chiedo solo una cosa: non arrenderti con me, per favore.

Martina.

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