Abbandonarsi alla follia

Il primo attacco di panico non si scorda mai, come il primo bacio.

Era l’estate del 2013 e avevo appena passato la maturità indenne.

Ora, se fossi una persona superstiziosa direi che è stata colpa del numero tredici, ma non lo sono, per cui sono ancora alla ricerca del mio capro espiatorio.

Ricordo che le pareti si fecero sempre più strette, la gola sempre più chiusa e il respiro più breve.

Stavo provando sulla mia pelle quello che molti scrittori hanno descritto nelle loro avventure, le stesse che io ho sempre letto con feroce invidia.

La paura.

Quella primordiale, brutale.

Quella delle prede.

Ma ero preda di cosa, esattamente?

Credo che la risposta più logica sia: della mia stessa mente.

Come fai a distinguere ciò che è reale da ciò che è immaginario, quando i tuoi stessi sensi ti  tradiscono?

Che sia questa, la follia?

Quando la percezione della realtà ti abbandona, non puoi far altro che lasciarti andare alla pazzia.

Best wishes, Martina.

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3 pensieri su “Abbandonarsi alla follia

  1. Provata molte volte anni fa, poi con l’aiuto di una psicologa ho parzialmente vinto le mie paure. Se ti posso dare un consiglio segui un corso di training autogeno, è utilissimo. Quando senti che sta arrrivando un attacco di panico ti concentri sugli esercizi imparati e vedrai che riesci a bloccarlo. Questi corsi sono anche su app. Un abbraccio

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