*Birdman – l’imprevedibile virtù dell’ignoranza* #Oscar2015

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TITOLO ORIGINALE: Birdman
GENERE: Drammatico
ANNO: 2014
REGIA: Alejandro González Iñárritu
SCENEGGIATURA: Alejandro González Iñárritu, Armando Bo, Nicolas Giacobone, Alexander Dinelaris
ATTORI: Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone, Naomi Watts, Zach Galifianakis, Amy Ryan, Merritt Wever, Joel Garland, Clark Middleton, Bill Camp, Dusan Dukic, Andrea Riseborough
FOTOGRAFIA: Emmanuel Lubezki
MUSICHE: Antonio Sanchez
DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox
PAESE: USA
DURATA: 119 Min

Premi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia.

Riggan Thompson è un attore idolatrato dal pubblico,  ma ignorato dalla critica, famoso per i suoi film in pieno stile Marvel (che sia la caricatura di qualche Avengers?). In cerca del pieno successo, dell’altarino degli artisti, della stella sul pavimento, quel che volete, decide di darsi a Broadway e mettere in scena “What we talk about when we talk about love” di Carver.

Dopo BiutifulIñárritu, penetra nelle profondità della psiche umana, uscendone a pieni voti.

Birdman è la storia del declino di Hollywood, la fine di una celebrità e l’inizio di un’artista. Un’artista dannato e flagellato, ma non lo sono tutti?

Il teatro nel teatro, un grande palcoscenico dove attori e interpreti si mescolano, fino a rendersi un tutt’uno. La stessa pellicola è stata preparata come fosse un’opera teatrale, cioè con lunghe e approfondite prove corali.

Il regista si è cimentato in un lavoro pazzesco: quasi l’intero film è girato con lunghi piano sequenza e con la steadycam, un’idea pazzesca che ci fa tornare alle origini della tecnica, all’epoca delle sperimentazioni dei primi registi. Eccezionale.

Le riprese sono magnifiche, dalla prima all’ultima.

La colonna sonora è data esclusivamente dalla batteria di Sanchez (Pat Metheny Group) e ogni rullata è emozionante come un orgasmo.

Un Michael Keaton favoloso, che avrebbe meritato l’Oscar (senza nulla togliere a Redmayne), ma il personaggio più interessante è Norton, un attore che recita nella vita reale e sul palcoscenico vive.

Emma Stone androgina e con gli occhi da rana è decisamente nei suoi panni, probabilmente la sua migliore interpretazione fino ad oggi; idem per Naomi Watts, anche se lei reciterebbe ogni cosa con la stessa bravura.

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Il personaggio che ha consacrato Riggan come stella di Hollywood è un uccellaccio del malaugurio, una sorta di grillo parlante che, sarcasticamente, prende per il culo l’attore, dicendogli di non essere abbastanza, come uomo e come artista.

Se avesse continuato a girare film sul supereroe Birdman, a quest’ora sarebbe pieno di soldi e venerato dalla folla; ma forse Riggan deve dimostrare a se stesso che è prima di tutto un bravo attore e che sa far emozionare, anche attraverso una banalissima opera di Carver. Riggan non riesce, ma soprattutto non vuole liberarsi del personaggio perché in qualche modo gli serve, per ricordarsi che non è un totale fallimento, che ha ancora successo e che può averne ancora.

Abbastanza evanescente il finale e molto, ma molto, a interpretazione.

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SPOILER!

Che sia morto sul palcoscenico e quello che succede dopo è solo l’avverarsi delle sue speranze (una bella recensione, la riappacificazione con Birdman e con sua figlia)?

Che sia morto buttandosi dal palazzo e che quindi non c’è mai stata una prima dello spettacolo?

O che sia stato davvero così sfigato da spararsi al naso e quindi, come recitano gli attori nella prima prova, “Non è nemmeno stato capace di farla finita?”

Credo di aver appena trovato il mio nuovo film preferito, in maniera molto melensa posso affermare di essermi emozionata tantissimo.

Consigliato: assolutamente si!

Voto: 9 1/2

Si: la storia, i personaggi, le interpretazioni degli attori, la tecnica del montaggio, le musiche.

No: il finale troppo aperto (non adatto ai paranoici come me, insomma).

Best wishes, Martina. 

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3 pensieri su “*Birdman – l’imprevedibile virtù dell’ignoranza* #Oscar2015

  1. Pingback: Spider-Man: Homecoming di Jon Watts (2017) – Il lato oscuro delle parole

  2. Anche io nella mia recensione ho sottolineato come Norton sia anche più in forma di Keaton in questo film…poi naturalmente con lo scorrere del minutaggio non gli viene più data molta attenzione…

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