*The Imitation Game* – Un genio in lizza per gli Oscar

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The Imitation Game, un film che può essere descritto in una parola: BELLISSIMO.

Il regista è Morten Tyldum, nome a me sconosciuto prima di ieri sera.

La sceneggiatura è di Graham Moore e il film è basato sulla biografia Storia di un Enigma di Andrew Hodges.

Questa meraviglia narra la storia del matematico e criptoanalista (io credevo si dicesse criptografo…) Alan Turing, interpretavo dal sempre bravo Benedict Cumberbatch.

Turing era un prodigio della matematica e se state leggendo questa recensione è anche per merito suo, poiché è l’inventore del prototipo del computer.

Nel 1939 viene ingaggiato dai servizi segreti britannici per decifrare il codice Enigma, sistema utilizzato dai nazisti per comunicare le loro prossime operazioni militari.

Il Comandante dell’operazione altri non è che il mitico Tyw… ehm… Charles Dance, ancora una volta in un ruolo che gli si addice molto.

Inoltre ho appurato che il bravo Mark Strong è vivo e recita ancora divinamente.

Al fianco di Alan ci sono anche una manciata di altri geni, tra cui il gemello smilzo di Hugh Jackman, famoso giocatore di scacchi, donnaiolo e irritante.

A innalzare il livello della trama ci pensa la bella Joan Clarke (Keira Knightley), paladina dell’emancipazione femminile e geniaccia pure lei.

Nel film non mancano risvolti ironici e comici, che alleggeriscono la tensione e fanno scorrere la visione dolcemente.

Gli autori indagano anche sulla vita privata del genio, mettendo in luce la sua sessualità. Turing, infatti, era omosessuale e fu accusato di atti osceni. Il governo gli impose una cura ormonale (quella, o la prigione) e siccome non voleva abbandonare la sua macchina Christopher, accetta. Questo lo consumerà fino a portarlo al suicidio.

E’ impensabile, ai giorni nostri, causare tale dolore in un uomo solo perchè  diverso.

Ma forse certe abitudini sono dure a morire.

Struggente assistere a come Alan sostuisce la scomparsa di un suo lontano amore con la macchina da lui inventata per decifrare il codice (battezzata proprio con il nome del ragazzo che amava).

Si giunge alla fine del film con il groppo alla gola.

Un uomo che salvò milioni di vite, condannato perchè omosessuale. Tutto il suo genio, tutto il suo lavoro, il suo essere, lapidati brutalmente per via del suo orientamento sessuale.

Fa riflettere.

Fa pensare perché è vero. Questo schifo è successo davvero e ancora succede.

Spero vinca l’Oscar.

E spero lo vinca anche Cumberbatch, perchè non sembra recitare, sembra vivere.

“A volte sono le persone che nessuno immagina che possono fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare.”

Bellissimi gli esterni, ho sempre amato l’Inghilterra di quegli anni (tipo Narnia, per intenderci), certo senza le bombe…

Unica pecca: gli effetti speciali. Gli aerei che sganciano bombe sembrano i modellini usati per Metropolis. Però non è un film d’azione con grandi budget, non ha il preteso della maestosità. Quindi la cosa non importa.

Pace e amen.

Martina

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3 pensieri su “*The Imitation Game* – Un genio in lizza per gli Oscar

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