Emozioni autunnali – seconda parte.

Avevo aspettato a lungo, prima di poterla rivedere.

La guardai negli occhi e, all’improvviso, non mi venne in mente niente di sensato da dire.

Alla fine riuscì a balbettare qualcosa. “Stai ancora insieme a quel tale… uhm… Mattia?”

“Intendi Matteo? No, è finita un mese fa.”

Una vana speranza cominciò a insinuarsi nella mia testa. “Come mai?”

Annabelle fece spallucce. “Era un cretino.” disse senza troppi giri di parole.

Alzai un sopracciglio, guardandola torvo. “Come i precedenti quattro?”

“No, lui lo era davvero.”

Rimasi in attesa di ulteriori dettagli, lei dovette accorgersene perché sbuffò sonoramente, alzando gli occhi al cielo. “Una mattina mi ha ordinato di andare in cucina a preparare la colazione. Quando gli ho detto di prepararsela da solo, mi ha risposto che la cucina è posto per le donne.” si allungò sopra il tavolino e afferrò una delle mie riviste di design.

La osservai mentre sfogliava distrattamente le pagine.

“Si, era proprio un cretino.” sussurrai.

Lei non ci fece caso.

“Se ti avesse conosciuto bene, avrebbe saputo che tu non ti fai mettere i piedi in testa da nessun uomo.”

Annabelle alzò gli occhi dalla rivista e me li piantò addosso.

Quei suoi occhi.

Grandi e selvaggi.

Pericolosi e taglienti, proprio come lei.

“Questa roba è noiosa.” sbatté la rivista sul tavolo. “Ma non mi sorprende, dato che è il tuo lavoro.”

Scoppiammo a ridere, proprio come ai vecchi tempi.

Lei e me.

Due metà così differenti.

Martina Volonté.

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