A proposito di… George R.R. Martin

Parliamo di quel gran pezzo di &@€#%$& di George Raymond Richard Martin, classe 1948, origini italiane. Inserito dal Times nell’elenco delle 100 persone più influenti del pianeta, membro della Science Fiction and Fantasy Writers of America (Wikipedia ringrazia per l’attenzione).

Inutile dire che, con le sue opere, ha rivoluzionato il mondo del fantasy moderno.

Penso sia l’unico autore veramente odiato dai propri fan. Un paradosso, un controsenso! Odiato dalle persone che lo amano. Fantastico! Un motivo in più per ammirarlo.

Premetto che sono una tra quelle persone che ha iniziato a leggere Martin dopo l’uscita della prima stagione della serie tv. Viva la sincerità! In alto i calici!
Ma ciò non comporta necessariamente una mia meno profonda conoscenza dell’autore, rispetto a chi già lo conosceva prima della messa in onda del primo episodio.

La primissima cosa che mi ha colpito di Martin è la sua bravura nel creare un Universo totalmente nuovo, un Mondo così vasto… ricco di storia e di personaggi (che poi ne faccia fuori 20 ogni pagina è un altro discorso…).
È banale dirlo, ma stupido non pensarlo: Martin ha dato vita a un “nuovo mondo”, con la sua storia, le sue tradizioni… Si avvicina molto a Tolkien, sotto questo punto di vista.
C’è una base storica: la ricostruzione del sistema feudale medievale. La società e i costumi dell’epoca si intrecciano a un universo fantastico e a una realtà totalmente nuova.
Molti elementi sono puramente classici nel fantasy, altri sono una novità.
Come si può facilmente notare il fulcro della lunghissima storia è la famiglia, l’attaccamento alle radici, alle tradizioni e ai vincoli familiari. Non mancano complotti e ribellioni, il che è un bene, altrimenti sai che noia!
Un altro punto, secondo me a favore, è l’assenza di cavalieri eroici. Ovvero: i cavalieri di Martin non sono i tipici gendarmi che cantano l’amor cortese e salvano fanciulle indifese ( fatta eccezione per Loras, ma lui è gay, non conta – ehi, scherzavo!).

Ogni personaggio ha qualcosa di “sporco”, impuro, che intacca il suo animo valoroso (chi più, chi meno…)
I personaggi dello Zio George sono persone vere, con bisogni reali! Alzino la mano tutti quelli che hanno letto libri fantasy, o anche non fantasy, i cui personaggi scendono da cavallo per fare pipì. Ora per favore rispondetemi nei commenti, perché non posso vedere le vostre mani.
Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che ci sono fin troppi bisogni espletati all’interno dei romanzi. D’accordo, ma è proprio questo il bello! Dopo aver finito di leggere Harry Potter – citato puramente come esempio, si può liberare la mente immaginando Khal Drogo nudo.

E non bisogna essere per forza dei maniaci sessuali, per svagarsi un pochino con le perversioni dello Zio George.

Dopo aver chiarito questi due punti, è chiaro che Martin non è per niente sulla stessa lunghezza d’onda di Tolkien, nonostante lo ritenga un Maestro. Prendiamo per esempio Paolini (autore di Eragon) che, in un’intervista, ha dichiarato che i suoi riferimenti letterari sono Tolkien e Brooks. Da amante letteraria di entrambi posso dire che, leggendo le opere di Paolini, questa preferenza si percepisce. Lo stile, la storia, i personaggi… sono intrisi di questi due autori.
Con Martin non è certo così. Lui ha uno stile tutto suo (e in certi versi, per fortuna che è solo suo!)

Lo stesso George ha definito le opere di Tolkien come una sorta di Disneyland medievale. In un certo senso ha ragione: Tolkien è mera poesia, è amore idealizzato, puro e casto. Martin è rozzo, ruvido e qualche volta pure asettico!

Altra peculiarità: l’uso del linguaggio non proprio medievale.
Chiaramente la storia è ambientata in un mondo -più o meno- medievale, ma nonostante ciò il parlato sembra degno di Quarto Oggiaro, con tutto il rispetto per chi abita a Quarto Oggiaro…

Ma la cosa che più preferisco in assoluto in Martin è… il Girl Power!
Gli uomini (tranne Tyrion perché, ovviamente, è il mio preferito. Ecco, dovevo stare zitta…) sono tutti pesci lessi. La vera differenza la fanno le donne, e che donne! Molti romanzi fantasy hanno come protagoniste donne, ma sono quasi tutte fatte con lo stampino… le ragazze dello Zio George, invece, hanno caratteristiche molto differenti tra loro, inoltre non sono certo delle “figure convenzionali”!

“Quando i miei personaggi sono in pericolo, voglio che tu abbia paura a voltare pagina.”
Ah, l’amore per il tragico! Non sai mai cosa aspettarti dallo Zio ed è bellissimo poter veramente dire che il finale sarà a sorpresa!

Ah, non molto di recente ho letto la notizia che, oltre alla serie tv, vogliono fare un film sulle opere di Martin. Ecco, io spero che la sceneggiatura non finisca nelle mani di Peter Jackson, altrimenti quando avrò 100 anni dovrò ancora guardare la fine. Almeno avrò lo sconto anziani alle casse….

Baci e abbracci. Martina

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4 pensieri su “A proposito di… George R.R. Martin

  1. D’accordo su tutto, tranne che il mio “personaggio” preferito è Spettro (e Jon Snow. Si, ovvio, però…)
    E ho apprezzato molto anche io il fatto che la maggior parte delle donne siano DONNE con tutte le maiuscole, a prescindere dalla classificazione tra buoni e cattivi. Donne che prendono posizioni, si prendono la responsabilità delle proprie scelte e le portano fino in fondo.

  2. Cara Martina, sai che sono d’accordo su tutto quello che hai scritto su Martin? Non ho visto la serie tv perchè non ho sky ma ho letto tutti i suoi libri e lo trovo decisamente uno scrittore fantastico. La descrizione del suo mondo è incredibile, questa barriera di ghiaccio io la immagino benissimo, come le altre infinite terre e poi i suoi personaggi raccontati in maniera deliziosa e poi è vero io lo odio perchè ha fatto morire tutti i miei eroi e poi .. poi non ha presentato la continuazione della storia è un anno che aspetto. Si lo odio. Cattivissimo. Sai sono felice di avere incontrato una persona che legge anche il fantasy, la fantascienza. Io adoro la fantascienza, ma ultimamente non sono usciti grandi libri
    in questo campo.
    Gli ultimi libri che ho letto infatti non vertono su questo tema. Uno è: verde brillante di Stefano Mancuso ed.Giunti. meraviglioso libro sulle piante e l’altro Phi di Giulio Tononi un viaggio nel nostro cervelo con riferimenti continui all’arte. Delizioso. Scusa Martina il mio divagare , ma non so perchè mi è venuto voglia di parlare di libri con te, leggendoti ti ho sentita vicina .Un abbraccio
    .

    1. Ma grazie 😀
      Si, non me ne parlare… ultimamente il fantasy si è arenato. Preferisco il fantasy “vintage”, il mio scrittore preferito è Terry Brooks, se non lo conosci te lo consiglio caldamente!

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