“Dolce Fiele” di Silvia MariaElena Damiani

Romanzo Dolce Fiele

E’ con immenso piacere che recensisco questo romanzo, gentilmente speditomi per intero da Silvia.

Titolo: Dolce Fiele
Autore: Silvia MariaElena Damiani
Editore: Sensoinverso editore
Genere: horror-fantastico

Sito autrice:  http://www.levocidinike.altervista.org  (se provo ad aprirlo mi da errore, non so voi, provate)

Trama: “Kaspar e Nike sono l’esempio più puro del concetto di amore, quando un tragico incidente spezza per sempre quella relazione che per entrambi era una ragione di vita. Ma l’amore non ha confini, e Kaspar, rimasto solo, continua ad aggrapparsi alle visioni che nella sua mente tengono in vita l’amata Nike. E non tengono in vita solo lei: oscure presenze, voci sussurrate nel vento e brividi di gelo iniziano sempre più a farsi largo nel mondo di Kaspar, che dovrà decidere a chi o cosa è disposto a rinunciare.
Ma tutto ciò è già successo da qualche altra parte, in qualche altro tempo.
Solo una voce non cambia mai e si alza alta nel vento: una voce che chiede di essere trovata, di essere legata e mai dimenticata.
Riesci a sentirla?”


Partiamo dal lato estetico: impaginazione e disegni (di Marta Andreuzza) davvero fantastici. L’intero racconto ruota attorno al testo della canzone 6000 lives dei NowHere.

Personalmente non amo le storie d’amore. Mi piace leggere un libro e trovarci intrecci amorosi, relazioni, ma meglio se nascono e si trasformano con la storia, magari durante un’avventura (vedi, per esempio, “La Spada di Shannara”, l’amore tra Menion e Shirl…).

Ma questo romanzo è stato sorprendente! La storia mi ha totalmente catturata!

Scritto in modo impeccabile (tantissimi complimenti a Silvia!), unisce le giusti dosi di: mistero, horror, amore, follia, paura…

Fortunatamente la storia d’amore non è eccessivamente mielosa, non rischiate di ammalarvi di diabete.

La loro storia è tormentata e senza tregua, proprio come piace a me, e proprio come dovrebbero essere le storie d’amore (quelle letterarie, almeno).

Questo romanzo è la prova che l’amore supera anche la morte.

La lettura è straziante e tiene col fiato sospeso, l’autrice è riuscita a creare la giusta suspense. Impossibile smettere di leggerlo, si avverte il bisogno di saperne di più, di andare a fondo nella questione. “Che diavolo è successo?” 

Vi innamorerete subito dei personaggi ed entrerete in simbiosi con loro. Piccolo consiglio: leggete bene la legenda che c’è all’inizio, quella che elenca i personaggi, perché il racconto parte subito in quarta e rischiate di perdervi, senza capire la storia.

Le ambientazioni, il mistero, l’atmosfera… mi hanno ricordato Shutter Island di Scorsese e Inception di Nolan, film che ho amato molto e i cui  protagonisti non riescono più a distinguere la realtà dalla finzione, proprio come accade a Kaspar.

“Che cosa è vero, e cosa non lo è?”

L’intero racconto è intriso di tristezza e di malinconia. I pochi momenti di felicità sono accompagnati dall’angoscia di Kaspar. Anche quando è apparentemente sereno, quando scherza con gli amici, la sua mente è torbida e oscurata dal pensiero della morte.

La situazione mi sembra familiare. 

Sono rimasta talmente affascinata dalle vicende che si snodano tra i vari personaggi, che ho rischiato di commuovermi quando Clod, il padre del protagonista, parla di suo figlio appena nato al suo migliore amico. Non vi voglio rivelare niente, per cui non scriverò altro.

 

Una lunga e tortuosa discesa all’inferno per scoprire la verità, un po’ come in Silent Hill (stasera sono in vena di film…)

“Come se sottili nastri di seta strisciassero sotto la camicia, stringendo la presa vicino al cuore.” Una delle tante, bellissime ed evocative, frasi presenti nel romanzo.

Altra curiosità: viene recuperato “Il male degli ardenti”, la versione medievale e satanica del Fuoco di Sant’Antonio.

Consiglio vivamente di acquistare questo libro (disponibile anche e-book).

Poche pagine che vi occuperanno la mente, facendovi dimenticare il mondo esterno (almeno per un po’).

Chi ha amato la Meyer (Twilight…), amerà anche questa autrice. L’atmosfera e lo stile sono simili, ma personalmente preferisco Dolce Fiele. Non digerisco i vampiri.

VOTO: 8+

“Siamo vittime delle nostre speranze.”

 

 

 

 

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