Recensione “Lone Survivor” film 2014

Lone Survivor

Da tanto tempo volevo vedere questo film, ma ne ho avuto occasione solo oggi. Inutile dire quanto film di questo genere mi rendano super eccitata, e con “questo genere” non intendo certo film con la doppietta Stallone/Schwarzenegger, tipo “I Mercenari” o roba simile… per carità!

  • DATA USCITA: 20 febbraio 2014
  • GENERE: Azione, Drammatico, Guerra, Thriller
  • ANNO: 2014
  • REGIA: Peter Berg
  • SCENEGGIATURA: Peter Berg
  • ATTORI: Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch,Eric Bana, Ben Foster, Alexander Ludwig, Scott Elrod,Rohan Chand, Ali Suliman…

Basato su una storia vera e tratto dalla autobiografia “Lone Survivor: The Eyewitness Account of Operation Redwing and the Lost Heroes of Seal Team 10″ di Marcus Luttrell.

Trama: quattro Navy SEAL sono in missione segreta per neutralizzare una cellula operativa di al-Qaeda, ma cadono in un’imboscata del nemico sulle montagne dell’Afghanistan.

Inizio col dire che Berg non è un regista particolarmente apprezzato dalla sottoscritta, Battleship è stata una mera delusione, ma qui ha dato prova di sapere quello che fa. Il film ha vinto numerosi premi tra cui, se non erro, quello come “miglior film d’azione” e due nomination agli Oscar.

La scelta degli attori è stata azzeccata. Ho amato Wahlberg da Shooter, e da lì ho capito che non l’avrei mai visto in una commedia romantica. Ma questo per me è un dannatissimo pregio. Eric Bana passa inosservato, mentre ritroviamo il vichingo Ludwig in una insolita veste da ballerino acchiappa-passere.

Il sonoro e le immagini sono qualcosa di spettacolare, per un film a “basso budget”.

Le primissime scene sono particolarmente toccanti, e mostrano una grande umanità, e un grande spirito di sacrificio (suona banale?).

Il finale, ahimè, viene anticipato subito, all’inizio del film. Come da titolo, potete immaginare a cosa mi riferisco. Usate Google Translate se non capite.

Il bello di questo film è che viene mostrato il lato umano dei soldati, spesso dediti solo ad ammazzare gente e dire parolacce (che qui non mancano). Sono presenti degli sprazzi di vita comune, uniti a scene “inusuali”: quando devono scegliere il colore con cui verniciare, un regalo per la moglie, e discutono di ragazze sdraiati sotto un albero, in attesa di sparare.

Il finale è commovente! C’è una versione ancora più malinconica di “We can be heroes” e scorrono le immagini dei veri soldati, i reali protagonisti di questa macabra avventura. Fa sempre un certo effetto vedere foto di gente morta. Intendo morta realmente, sacrificata per la patria, l’onore, l’amore… queste cose qui, insomma. Se avessi un cuore più tenero, piangerei.

Momento saccenteria:  posso affermare con certezza che ci sono degli errori di carattere medico. Prima di tutto, il tipo sulla barella, non può respirare dentro la maschera con reservoir se il sacchetto non è gonfio (l’ho spiegata in maniera spiccia), inoltre  non può camminare con la tibia fratturata, men che meno con frattura esposta! Ma che è? Superman? Non ho letto il libro per sapere come è andata, ma è umanamente impossibile. Sarà stato sottoposto a radiazioni gamma.

Lo consiglio a: tutti coloro che amano i film d’azione, film a carattere militare e basati su fatti realmente accaduti. Non ve ne pentirete!

Saluti,
Martina.

 

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