Recensione “12 anni schiavo” di Steve McQueen

Lo so, ne avevo già parlato nel post precedente. Lo so, oramai non interesserà più a nessuno, ma che importa?

Vincitore del premio Oscar come “miglior film”, è la trasposizione cinematografica dell’autobiografia di Solomon Northup, scritta nel 1853.

Nel caso qualcuno non l’avesse ancora notato, Solomon è un uomo di colore, libero musicista, sposato e con figli al seguito. Un bel giorno, qualcuno si interroga sul perché un uomo di colore vaghi liberamente a Saratoga, facendo shopping, come tutti gli altri.

Così viene venduto come schiavo. Il seguito possiamo immaginarlo.

Mi vanto di essere una delle poche persone che è riuscita a stare sveglia per tutta la durata di “Lincoln”, film storico sul presidente (forse il più amato, dopo Obama. In ogni caso, il mio preferito.), interpretato magistralmente da Daniel Day-Lewis e diretto da Spielberg.

Questo per dire che amo i film storici, specialmente quelli che appaiono delle “americanate”, ma che poi riescono a sorprendere tutti. Il mio amore eterno va comunque a Tarantino, sorry.

McQueen è un regista dalle mille risorse, sempre fissato sul suo attore- fantoccio Fassbender (che, tra l’altro, è eccezionale). Ottime le riprese, la fotografia, le sequenze. Non mi sono nemmeno pesate le scene fisse sul volto del protagonista, che sono durate anche due minuti.

L’attore principale, dal nome incomprensibile, riesce a ipnotizzare con lo sguardo. Non è bello come Jamie Foxx, non è talentuoso come Denzel Washington, ma è comunque capace.

Brad Pitt fa il paraculo della situazione, sborsa quattrini e finisce sulle locandine, anche se compare per 10 minuti. Ma a lui si perdona tutto. E’ Brad.

Lupita, vincitrice dell’Oscar come “miglior attrice non protagonista”, è fragile come un mattone. Sembra leggera come una piuma, ma in realtà è puro piombo. Notevole la scena delle frustate. le ho percepite pure io dalla penultima fila.

Sono rimasta sorpresa per l’happy ending. Mi aspettavo un finale in stile campo-di-concentramento, dove sai già che fine faranno i protagonisti, ma non vuoi ammetterlo.

In breve: film consigliato, ma non aspettatevi niente di eccezionale.

Voto: 7

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8 pensieri su “Recensione “12 anni schiavo” di Steve McQueen

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