“Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò” (Lucio Dalla)

A lungo ho cercato una parola che mi rappresentasse al meglio.
Credo che ognuno di noi cerchi da sempre quella parolina magica che, in poche lettere, riassume perfettamente il nostro essere; che racchiude la nostra essenza.

Dopo vane ricerche credo finalmente di averla trovata: famelica.

Famelica di vita, esperienze, sogni, errori, viaggi. Famelica di tutto!
Non intendo restare alzati fino a tardi, ubriacarsi fino a perdere i sensi, bruciare le tappe e altre cose immorali. Questa non è vita.
La vita vera non la si trova in discoteca alle tre del mattino.

Mi reputo anche una persona vorace.

Vorace di sapere, conoscenza, nozioni, natura, tramonti, paesaggi, distese sconfinate. Ho divorato interi libri con la speranza che questa fame mi passi, ma invano. Più leggo e più mi accorgo di non sapere e quindi continuo a leggere con la speranza che quelle lacune spariscano. Un circolo vizioso che ti prende come un vizio capitale, un tumore ben radicato dentro di te.
Ecco, credo che tutto questo faccia parte di me. Credo anche che una vita non basti, a nessuno. Troppi sogni, troppe occasioni mancate e troppe rinunce.

Vostra, Martina.

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2 pensieri su ““Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò” (Lucio Dalla)

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